Storica svolta nelle elezioni legislative in Tunisia. Il partito laico e centrista Nidaa Tounes ha conquistato 85 seggi contro i 69 di Ennahda, il partito consevatore islamico. Decisiva, nella sconfitta di quello che era risultato il primo partito nelle elezioni della Costituente dopo la rivoluzione, è stata, secondo il prof. Mourad Ben Cheikh, la radicalizzazione degli islamisti.

Ormai è ufficiale: Ennahda, il partito conservatore islamico, ha perso largamente le elezioni legislative in Tunisia. La maggioranza relativa del parlamento di Tunisi va al partito laico e centrista Nidaa Tounes, che ha guadagnato 85 seggi, contro i 69 di Ennahda, i 16 dell’Unione Patriottica Libera, e i 15 del Fronte Popolare.

Il risultato rappresenta un raro caso di perdita repentina del potere da parte del partito che era uscito vincitore dalle elezioni per l’Assemblea Costituente, tenutesi dopo la rivoluzione che aveva deposto Ben Ali.

E’ proprio nella linea politica adottata nell’Assemblea Costituente che il prof. Mourad Ben Cheikh, ai microfoni di Radio Onda D’Urto, rintraccia le ragioni fondamentali della sconfitta di Ennahda, che sembrava salda al potere. Per Ben Cheikh, il partito islamico ha radicalizzato le sue posizioni, attentando ad, esempio, alla parità tra uomo e donna. Si tratta di un errore politico molto grave, in un paese, la Tunisia, che è da sempre il più laico del mondo arabo, come testimoniato dallo Statuto Personale Tunisino, in vigore dal ’56 e tra i più moderni dell’area.

In sostanza, Ennahda è riuscita a mantenere soltanto lo zoccolo duro del suo elettorato, costringendo di fatto ad emigrare le componenti più moderate.