Lo ha proposto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in risposta ad una persona positiva al Covid-19 che rifiutava la quarantena e rischiava di creare nuovi focolai. È così che nasce l’idea di ricorrere al Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio) nei casi in cui le persone contagiate non intendessero restare in isolamento o farsi ricoverare.
L’idea di Zaia è stata raccolta da Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, e da altri sindaci, che affermano di voler ricorrere al Tso come “strumento molto utile per tenere sotto controllo l’epidemia”.
Il ministro alla Sanità Roberto Speranza ha incaricato il suo ufficio di studiare la questione e verificare come rispondere a questa richiesta.

Tso, un tema delicato

L’ipotesi di usare il Tso per i casi di Covid ha stimolato la riflessione della redazione di Psicoradio, composta da giornalisti e persone seguite dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna.
Dal lunedì al venerdì Psicoradio realizza delle “finestre” sui temi della salute mentale, in onda sulle nostre frequenze alle 17.30, che approfondiscono alcuni aspetti. Il Tso per Covid, dunque, non poteva non essere affrontato, visto che è un argomento sensibile.
“È un tema molto delicato – scrive la redazione di Psicoradio – perché la legge italiana sostiene il diritto delle persone di scegliere se curarsi o meno, ed esiste già una norma che punisce chi diffonde consapevolmente una malattia”.

Nell’approfondimento, dunque, la redazione offre agli ascoltatori un po’ di informazioni e pareri, compreso quello di un redattore, Claudio, che sostiene che quando sta male il Tso sarebbe “la mazzata finale”. Un altro parere ospitato è quello di Annalisa, che dei molti Tso subiti ricorda soprattutto “l’umiliazione e la vergogna che restano dopo”.

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