Donald Trump e la first lady Melania sono entrambi positivi al coronavirus, sulla base del test eseguito. Lo ha twittato Trump stesso, aggiungendo di aver iniziato subito la quarantena e il processo di guarigione. La coppia presidenziale si era ritirata in quarantena alcune ore fa, dopo che Hope Hicks, una delle più strette consigliere del presidente, è risultata positiva.
Il presidente statunitense ha quindi cancellato il viaggio in Florida previsto nelle prossime ore e la Casa Bianca sottolinea che la positività di Trump avrà un effetto sugli ultimi scampoli di campagna elettorale a 32 giorni dal voto.

Presidenziali Usa: le conseguenze della positività di Trump

Oltre a modificare l’agenda del presidente, la positività di Trump potrebbe avere anche in termini di consenso elettorale. Per capire in che modo abbiamo interpellato il giornalista Martino Mazzonis, co-curatore dell’Atlante Usa 2020 per Treccani.
“Il primo elemento riguarda i comizi, che sono uno dei punti di forza di Trump – osserva Mazzonis – perché i suoi comizi vengono rilanciati da Fox News e dalle altre testate e contribuiscono a portare nelle case americane il messaggio, soprattutto a coloro che sono già pro-Trump”.

Il secondo elemento riguarda il confronto con Joe Biden proprio sul tema del coronavirus. “Trump ha descritto l’avversario come un vecchietto che indossa sempre la mascherina – continua il giornalista – mentre lui ha giocato il ruolo di maschio alpha, che non la indossa. Dopo aver preso in giro l’avversario ora si è ammalato e questo non gioca a favore della narrazione per la campagna elettorale”.
Il terzo elemento individuato da Mazzonis riguarda il Covid stesso, che torna al centro del dibattito. Biden ha accusato spesso Trump di non essere stato in grado di fronteggiare la situazione della pandemia e ora siamo ad un presidente che non è in grado nemmeno di proteggere se stesso.

I temi delle campagne elettorali

Coronavirus a parte, Mazzonis ci aiuta a comprendere anche i temi delle campagne elettorali dei candidati alla Casa Bianca. Campagne elettorali che il giornalista definisce parallele, perché incentrate su temi molto diversi.
“Biden ha fatto un appello contro la polarizzazione della società americana, per tornare a parlarsi – sottolinea l’intervistato – e, per quanto riguarda il programma, propone di espandere la copertura sanitaria, di fare un piano infrastrutturale, di affrontare il tema dell’emergenza climatica e della riforma della polizia“.
Temi che lo collocano un po’ più a sinistra di quanto sarebbe Biden stesso, ma senza spaventare l’elettorato moderato.

Al contrario, Trump accusa l’avversario di essere alleato con gli antifa che mettono a ferro e fuoco le città e si candida come l’unico in grado di ripristinare legge e ordine.
Più in generale, tutta la campagna di Trump è impostata sull’individuazione di nemici esterni. Come la Cina, accusata di aver portato il virus che, secondo la narrazione del presidente in carica, ha danneggiato un’America che invece andava bene per merito suo.

“Dopo il confronto infuocato di due giorni fa – osserva Mazzonis – i sondaggi, che hanno sempre visto in vantaggio Biden di almeno sei punti, danno al democratico un vantaggio ulteriore e questo non si vedeva da un po’ nella politica statunitense”.
Secondo il giornalista la positività al Covid di Trump e gli ostacoli che gli creerà potrebbero essere il colpo finale che segna la sua sconfitta alle presidenziali di novembre.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARTINO MAZZONIS: