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I lavoratori dell’Officina Grandi Riparazioni di Bologna incroceranno le braccia domani per avere risposte sul futuro dei 400 lavoratori e per fermare la speculazione edilizia di Fs sull’area dove sorge lo stabilimento.

La vertenza va avanti dal 2010. Allora le Ferrovie annunciarono ai lavoratori dell’Officina Grandi Riparazioni di Bologna, che si occupano di manutenzione di treni con alta specializzazione, che lo stabilimento sarebbe stato chiuso entro il 2013. Già allora il sospetto dei sindacati è che l’operazione avesse fini speculativi, ovvero che si volesse vendere l’area su cui sorge l’officina per fare cassa.
Ora l’azienda comunica che la chiusura avverrà nel 2016, ma intanto lo smantellamento della struttura va avanti.

Per questo domani i lavoratori dell’Ogr di Bologna incroceranno le braccia e daranno vita ad un corteo che arriverà fino in piazza Maggiore, dove i delegati sindacali chiederanno un incontro con le istituzioni per fermare almeno la speculazione edilizia.
“La chiusura dell’Ogr porterebbe ad una perdita di 500 posti di lavoro, tra dipendenti ed indotto – osserva ai nostri microfoni Silvano De Matteo della Cgil – Una riduzione industriale che Bologna non può subire in epoca di crisi”.

Una perdita grave per la nostra città, ma anche per la manutenzione dei treni di tutta Italia, dal momento che all’Ogr di Bologna sono presenti specializzazioni uniche, che ad esempio lavorano treni importanti come l’Etr 600 o i treni Av Freccia Argento.
I lavoratori da tre anni vivono sulla propria pelle una situazione di incertezza. Le ipotesi paventate dall’azienda riguardano il loro trasferimento a Foggia o Vicenza.

Conseguenze potrebbero esserci anche per la sicurezza ferroviaria, come ci spiega De Matteo: “Smantellando lo stabilimento e vendendo l’area, l’azienda potrebbe procedere ad un’esternalizzazione delle lavorazioni, che comporterebbe qualità e sicurezza minori rispetto a quelle finora garantite”.