Il Raee, recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche, alla Dozza

 

Mentre si sconta una pena il lavoro diventa momento fondamentale di utilizzo del tempo, scansione della giornata ma soprattutto recupero di una dignità che la reclusione spesso porta via.

Grazie alla collaborazione delle Istituzioni (Casa Circondariale, Regione, Provincia, Comune) con un ente di Formazione, il Cefal, una cooperativa sociale, it2, e un consorzio di recupero e riciclaggio elettrodomestici, Ecodom, tre anni fa ha preso il via questo progetto all’interno della struttura carceraria bolognese della Dozza che vede protagonisti tre operai/carcerati alle prese con la scommessa di dare nuova vita alla componentistica di elettrodomestici in disuso. All’inizio erano quattro i detenuti formati: uno di loro oggi è stato assunto da Dismeco, azienda bolognese partner di Ecodom che si occupa di trattare i Raee.

E’ il primo progetto in Italia di questo tipo ma assolutamente replicabile a detta di tutti i protagonisti.

«Nonostante tutte le difficoltà figlie della crisi economica e la complessità logistica di un simile lavoro svolto all’interno di una Casa Circondariale, ci dà soddisfazione e ci riempie di orgoglio sia per i risultati raggiunti sia per la sostenibilità economica ed ambientale del progetto. I numeri ancorché piccoli – sottolinea Daniele Steccanella, responsabile dell’attività per la cooperativa it2 – sono significativi perché si concretizzano in opportunità di inserimento lavorativo dentro e anche fuori dalla Casa Circondariale. Tanto è vero che, in questo momento, it2 è il primo datore di lavoro provato all’interno del carcere di Bologna con i suoi tre dipendenti in forza».

 

Ringraziamo Riccardo Tagliati per gli audio in carcere e Eikon Studio per le foto.