TORRIONE JAZZ CLUB di FERRARA: Il trio del chitarrista David Torn incontra il sax di Tim Berne e la batteria di Chess Smith

DAVID TORN “SUN OF GOLDFINGER”

David Torn chitarra; Tim Berne sax alto; Ches Smith batteria, 21:30 Torrione Jazz Club Ferrara

DANIELE SEPE QUINTET

Daniele Sepe sax alto; Tommy De Paola tastiere; Davide Costagliola basso elettrico; Paolo Forlini batteria; Antonello Iannotta percussioni, ore 22:00 Mercato Sonato, Bologna

JAZZ ’59 – JAZZ INSIGHTS 2019

Guida ai capolavori di un anno irripetibile

Un progetto di Emiliano Pintori

23 novembre, 17:00
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna

OMAGGIO A MICHEL PETRUCCIANI

Nel ventennale della scomparsa di Michel Petrucciani, il Bologna Jazz Festival celebra un artista amatissimo dagli appassionati di tutto il mondo, presentando in anteprima un graphic novel dedicato al pianista e compositore francese. Il volume, intitolato “Io sono Michel Petrucciani” e realizzato dal giornalista Vanni Masala e dall’illustratrice Marilena Pasini per le Edizioni Curci, ripercorre per parole e immagini l’intensa e troppo breve vita di questo straordinario musicista.

Alla presentazione interverranno, oltre agli autori, il compositore Alexandre Petrucciani, figlio di Michel, e il trombettista Flavio Boltro, che con il pianista francese ha suonato e inciso.

24 novembre, ore 18:00
Cantina Bentivoglio, Bologna

XY QUARTET

Nicola Fazzini sax alto; Saverio Tasca vibrafono; Alessandro Fedrigo basso acustico; Luca Colussi batteria

24 novembre, 18:00
Stazione Astronomica, Medicina (BO)

protagonisti: David Torn, Daniele Sepe, Nicola Fazzini

David Torn iniziò la sua carriera con la jam band di Ithaca Zobo Funn Band negli anni ’70, e divenne famoso come membro di The Everyman Band e del quartetto di Jan Garbarek a metà degli anni ’80. Ha registrato registrazioni da solista e di gruppo per l’ECM, Windham Hill, CMP e 75 Ark.

Negli anni ’90, a Torn fu diagnosticato un neuroma acustico, ovvero forma di tumore al cervello potenzialmente letale. L’intervento che seguì lo lasciò sordo nell’orecchio destro ma rimase in grado di comporre, registrare e suonare. Mescola anche molte registrazioni ampiamente disponibili, anche se secondo lui ciò richiede sedersi lateralmente agli altoparlanti dello studio e “visualizzare gli aspetti stereo del suono” nella sua testa piuttosto che sperimentare con loro a orecchio.  Nel 2006, la colonna sonora di Torn per Believe in Me ha vinto il premio per il miglior punteggio al Jackson Hole Film Festival. Nel 2003, la sua colonna sonora per il film The Order è stata nominata per un Grammy Award. Nel 2007, Torn ha pubblicato Prezens con Tim Berne. Jazzwise ha definito l’album “un collage vibrante pieno di scintillanti forme sonore, un oscuro paesaggio sonoro elettronico urbano – un potente mix di jazz, rock a forma libera e tecnologia che è sia esigente che gratificante”. Nel 2013, Torn si è esibito come chitarrista nel penultimo album di David Bowie, The Next Day  celebrando, la sua terza collaborazione con l’artista. Lo stesso anno, Torn ha tenuto un’esibizione di chitarra solista e ha parlato allo show  TEDx Caltech 2013: The Brain. La presentazione ha esaminato la diagnosi e il recupero del tumore al cervello. Al Torrione di Ferrara si presenta con due grandi attori della scena dell’avanguardia come Tim Berne, sax alto e Ches Smith, batteria

Daniele Sepe, classe1960 è un musicista napoletano noto a livello internazionale per l’interpretazione di canzoni di protesta da tutto il mondo.

Il suo primo strumento fu il flauto, che suonò al conservatorio di San Pietro a Majella. Dopo la laurea, inizia a esibirsi con il Gruppo Operaio ‘E Zezi di Pomigliano d’Arco, suonando in numerosi festival e registrando alcuni album.

Ben presto Sepe, tuttavia, divenne più interessato al jazz e imparò a suonare il sassofono. Ha continuato a registrare e ha iniziato a esibirsi con molti musicisti di spicco, come Nino D’Angelo, Gino Paoli, Eduardo de Crescenzo, Mia Martini, Teresa de Sio, Roberto de Simone, Peppino Gagliardi, Nino Bonocore e Roberto Murolo. La sua band, che alterna diversi nomi, varia ampiamente, dagli strumenti puramente a fiato ai grandi organici. Ha anche composto musica per teatro, cinema e balletto. Al Mercato suonato Torn suonerà con Tommy De Paola, tastiere; Davide Costagliola, basso elettrico; Paolo Forlini, batteria; Antonello Iannotta, percussioni

Nicola Fazzini, nato a Milano il 19 Agosto 1970, intraprende lo studio del sassofono a 16 anni sotto la guita del M° G. Scala. Comincia a suonare molto presto nei locali del Veneto in piccole formazioni, partecipando ai seminari di “Siena Jazz“, ed alla manifestazione di Milano “Musica in metrò”; successivamente segue dei corsi di perfezionamento col sassofonista Maurizio Caldura.

Nel 1992 si trasferisce a Graz (Austria) dove frequenta fino al 1997 il dipartimento di Jazz della Musikhochschule, dove ottiene il diploma triennale in sassofono jazz.
Oltre alla normale attività didattica (lezioni di sax con Kh Miklin e H Von Kalnein) ha particolare importanza il periodo di studio e l’amicizia con Karl Drewo, straordinario sassofonista austriaco, coetaneo e collaboratore di Joe Zawinul.
Nel ’97 ritorna per un breve periodo in Italia per poi risiedere a Parigi. In questo periodo matura esperienze musicali diverse dal jazz (reggae, klezmer, sonorizzazioni).

Con Dario Volpi, Danilo Gallo e Zeno De Rossi fonda nel 2000 il gruppo Palo Alto, col quale registra due Cd (“Palo Alto” e “Crash Test“, pubblicato quest’ultimo in Germania) e ha un’intensa attività concertistica partecipando a festival e rassegne in Italia, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Austria e Perù.
Nello stesso periodo entra a far parte della Thelonious Monk Big Band diretta da Marcello Tonolo; con questa orchestra ha avuto occasione di collaborare con numerosi musicisti ospiti, tra cui Steve Swallaw e Carla Bley. Nel 2007 ha partecipato con questa big band alla registrazione del cd “Night Over”, che vede come ospiti Pietro TonoloMarco Tamburini e David Boato. Attualmente la big band è impegnata nella presentazione dello spettacolo “I Sillabari” di Goffredo Parise, con la partecipazione dello scrittore Vitaliano Trevisan.

Comincia l’attività didattica come insegnante di sassofono, teoria e musica d’insieme presso la scuola “T. Monk” di Mira (Ve), della quale assume la direzione artistica nel 2007
Fonda un quartetto a suo nome che comprende Riccardo Chiarion alla chitarra, Stefano Senni al contrabbasso e Tommaso Cappellato alla batteria; con questa formazione ha registrato il cd “Watch your step”, edito nel 2008 da Caligola Records, nel quale sono presenti sue composizioni originali ispirate e dedicate ai musicisti che più hanno ispirato il suo percorso artistico.
Fa parte inoltre del Quintetto di “Elena Camerin“, con la quale ha registrato il cd “Grazie dei Fiori?”, rivisitazione delle canzoni italiane degli anni ‘50 in chiave jazz, che vede tra gli altri UT Gandhi alla batteria e Alfonso Santimone al pianoforte; suona inoltre nel sestetto “Shtick” di Zeno De Rossi, che di recente ha registrato e pubblicato un cd ispirato alla musica ebraica e alle sue contaminazioni nel jazz.
Suona inoltre nel quintetto di Marcello Tonolo “Music on Poetry” dedicato a poesie di Philip Larkin Gregory Corso.
Notevole la produzione discografica nel 2011 con le pubblicazioni dei cd “The Emptybottlemarket” (con Nicola BottosSimone Serafini e Klemens Marktl) e “Nigredo” (con Carlo Alberto Canevali e Alessandro Fedrigo) per l’etichetta discografica nBn records di Rovereto, dei cd “Panorami“, Splas(h) records e “Open Close“, Blue Serge records, entrambi in collaborazione con il noto chitarrista Lanfranco Malaguti. Un estratto del cd “Panorami” fa parte del cd “Top jazz 2011“, pubblicato in allegato alla rivista Musica Jazz, nell’ambito dell’annuale referendum del settore.

Nel 2012 è stato pubblicato dall’etichetta nusica.org il cd “Idea F”, registrato dall’XYQuartet, progetto di cui è co-leader, dedicato alla commistione tra musica colta contemporanea e jazz.

pensierino della sera …

Il jazz è l’unica musica in cui la stessa nota può essere suonata notte dopo notte, ma ogni volta in modo diverso.
(Ornette Coleman)