Torrione Jazz Club: Franco d’Andrea, un pianista ever green comunque alla ricerca di nuove vie da esplorare

FRANCO D’ANDREA “NEW THINGS”

Franco D’Andrea pianoforte; Mirko Cisilino tromba e cornetta; Enrico Terragnoli chitarra, 21:30
Torrione Jazz Club, Ferrara

TOM KIRKPATRICK QUARTET

Tom Kirkpatrick tromba e voce; Emiliano Pintori pianoforte; Luca Pisani contrabbasso; Alberto Chiozzi batteria, 21:30
Camera – Jazz & Music Club, Bologna

WIZARD OF THE VIBES – JAZZ INSIGHTS 2019

Dedicato a Milt Jackson e ai grandi vibrafonisti

Un progetto di Emiliano Pintori – Guest Pasquale Mirra

9 novembre, 17:00
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna

PINO NINFA WORKSHOP “IL JAZZ E LA CITTÀ”

Il workshop svilupperà l’esigenza di raccontare una storia, grazie all’uso di immagini fotografiche. Per fare questo i concerti della rassegna Bologna Jazz insieme alle architetture della città e ai luoghi deputati a sedi espositive, saranno la cornice ideale per ambientare i musicisti che si offriranno per essere fotografati. Dando modo di sviluppare una ricerca legata al racconto grazie all’uso della macchina fotografica.

Per informazioni e prenotazioni: laura@paolettionline.it / 333 3251973

9-10 novembre
Galleria Fotografica Paoletti, Bologna

BOSSO GUIDI & THE REVOLUTIONARY BROTHERHOOD

Fabrizio Bosso tromba; Aaron Burnett sax tenore; Giovanni Guidi pianoforte; Eric Wheeler contrabbasso; Joe Dyson batteria, ore 18:00
Auditorium San Giacomo, Forlì

TUCK & PATTI

Patti Cathcart voce; Tuck Andress chitarra, 22:00
Bravo Caffé, Bologna

Protagonisti: d’Andrea, Bosso, Guidi, Kirkpatrick

Franco D’Andrea inizia la sua attività professionale nel 1963, con Nunzio Rotondo alla Rai di Roma. Nel 1964 incide il suo primo disco con Gato Barbieri, col quale collabora due anni. Nel 1968 forma, con Franco Tonani e Bruno Tommaso, il Modern Art Trio. Dal 1972 al 1977 suona con il gruppo jazz rock Perigeo. Nel 1978 forma un quartetto con Tino Tracanna, Attilio Zanchi e Gianni Cazzola. Al gruppo si uniscono nel 1986 il percussionista Luis Agudo, nel 1989 il percussionista Naco e il trombonista Glenn Ferris, e nel 1991 il vibrafonista Saverio Tasca. All’inizio del 1993 dà vita ad un nuovo trio, Current Changes, col trombettista David Boato e Naco.

 Il più recente gruppo è il sestetto, con Andrea Ayassot, Daniele D’Agaro, Mauro Ottolini, Aldo Mella e Zeno De Rossi, ma D’Andrea è anche alla guida di un
quartetto che comprende il sassofonista Andrea Ayassot, il bassista Aldo Mella e il batterista Zeno de Rossi, una formazione allargata a 11 elementi, Franco D’Andrea Eleven, e di un progetto speciale dal nome Trio Music.

 Nel corso della sua carriera ha suonato con musicisti quali Pepper Adams, Barry Altschul, Gato Barbieri, Han Bennink, Don Byas, Conte Candoli, Jon Christensen, Palle Danielsson, Dave Douglas, Joe Farrell, Dexter Gordon, Johnny Griffin, Slide Hampton, Mark Helias, Daniel Humair, Jimmy Knepper, Lee Konitz, Steve Lacy, Dave Liebman, Albert Mangelsdorff, Hank Mobley, Jean Luc Ponty, Enrico Rava, Frank Rosolino, Max Roach, Aldo Romano, Martial Solal, John Surman, Toots Thielemans, Charles Tolliver, Miroslav Vitous, Kenny Wheeler, Fodé Youla (Africa Djolé), Ernst Reijseger, e molti altri

Tom Kirkpatrick ha frequentato la Bowling Green University, Ohio, dove ha studiato studi di educazione musicale. Laureato alla Greenon High School, Springfield, Ohio. In seguito ha continuato a studiare tromba sotto la guida di Woody Shaw, Chet Baker, Robert Bowmen, Carmen Caruso, William Adam dell’Indiana University, Renauld Schlike e Charles Colin, Laurie Frink e John McNeil. Ha anche studiato pianoforte per molti anni con il professor Robert Wynne dell’Università di Wittenberg. Tom è stato insignito della laurea ad honorem dalla Lizst Academy in Ungheria. Più recentemente è stato un artista ospite popolare, esibendosi in Danimarca, Montreal e in tutta Italia, visitando e tenendo conferenze in Danimarca, Ungheria, Svizzera, Canada e Stati Uniti e ha tenuto corsi di perfezionamento in Europa, Canada e Stati Uniti. È un insegnante acclamato di tecniche jazz.

Consacrato nel 1999 dal riconoscimento della rivista Musica Jazz come “Miglior Nuovo Talento” jazz italiano, il trombettista Fabrizio Bosso ha bruciato le tappe di una carriera musicale che ha saputo sfruttare la bella voce del suo strumento, la linearità delle linee tracciate e la riconoscibilità delle sue idee musicali. Questo gli ha permesso la collaborazione su diversi versanti del mondo della creatività e dello spettacolo, con artisti quali Randy Brecker, Paolo Fresu o Stefano Di Battista  sul versante jazzistico  e Bruno Lauzi, Sergio Cammariere e Mario Biondi  su quello pop.

Nel suo modo di concepire la musica, al di fuori di steccati e recinti, pure la musica da film diventa oggetto di indagine della sua ricerca artistica, a partire dal lavoro sulle sound tracks di Nino Rota elaborate nel progetto “Enchantment”, inciso con la London Symphony Orchestra e Stefano Fonzi.

Anche la letteratura entra nello sparito di Fabrizio Bosso: quelle Memorie di Adriano della Yourcenar si fanno musica e parole con l’ausilio di un parterre de roi quali il cantante/attore Peppe Servillo , la brava pianista Rita Marcotulli e il sax drammatico di Javier Girotto.

Questa sera al Take Five arriva Marea Blues Mediterraneo, progetto che vuole unire musiche solari dei nostri mari e l’eterna alchimia del blues. A lavorare su questa sintesi, oltre alla tromba di Fabrizio Bosso, troveremo Andrea Dessì alla chitarra, Massimo Tagliata al piano; Andrea Taravelli al basso Gianluca Nanni alla batteria.

Giovanni Guidi è sicuramente uno degli “alunni” più meritevoli tra i tanti musicisti foggiati daila scuola senese. Subito notato da quel talent scout dall’occhio lungo di Rava che lo ha portato nel suo gruppo Under 21, ha calcato ben presto importanti palcoscenici di blasonati festival quali Umbria Jazz, Zurich Nu Jazz, Umbria Jazz Balcanic Windows, North Sea Jazz Festival ed altri. Le caratteristiche pianistiche del ragazzo sono, usando le parole dello stesso Rava: “… È Giovanni Guidi, pianista prodigioso per inventiva e vocazione costruttiva-sovversiva, in un quadro di formazione tristaniana, di richiami jarrettiani largamente (e positivamente) modificati, di capacità di viaggiare nel blues e nel free, scarno eppure sontuoso, lirico e dissonante.”.

Da segnalare in particolare il duo che Guidi ha creato con Gianluca Petrella, altro protagonista in ascesa del nuovo jazz italiano: un interplay dove, fronte dell’esuberanza e dell’inventiva del terombonista, si contrappone felicemente la geometria e la lucidità della tastiera del musicista di Foligno.

Due sono le incisioni per la Ecm che Guidi ha recentemente prodotto. In linea con la produzione di Manfred Eicher, il sound si è fatto rarefatto, ricco di chiaroscuri, di rimandi evocativi, una immagine sonora dipinta con i colori degli acquarelli con tonalità grigia. E questo impianto musicale sarà quello presentato alla Cantina Bentivoglio, dove Guida verrà accompagnato da Thomas Morgan, contrabbassista sempre più ricercato per le sue linee ritmiche precise e João Lobo  dal drumming percussivo Tuck Andress è un chitarrista radicato nel fertile terreno blues e country del Sud-Ovest (è originario di Tulsa, Oklahoma) che ha saputo però evolversi nel segno stilistico di Wes Montgomery, sino a giungere a una complessa dimensione armonico-ritmico-melodica: da solo, intrecciando linee di basso, accordi e controcanto, diventa una intera, articolatissima sezione ritmica. Patti Cathcart, creatura di San Mateo, nell’area del San Francisco, ha conosciuto esperienze formative tra rock’n’roll e Rhythm &Blues, in particolare alcuni mesi (gli ultimi di vita del grande bluesman) trascorsi con la band di T-Bone Walker. Il suo contralto vibrante e umorale, ombreggiato ma screziato da liquide tonalità di testa (quasi-folk), sobrio e insieme accorato nel suo abbandono lirico, conserva tuttavia la sensuale e elettrica comunicativa e la tensione descrittiva del gospel delle sue radici – in una luce prevalentemente serena e solare – anche a confronto di materiale jazz e pop. Lungamente meditato (la totalità dei brani è stata sperimentata e raffinata per anni sui palcoscenici di club e festival della California del Nord), l’album di esordio è uscito nel 1988, per la Wyndham Hill

Tuck & Patty in concerto al Bravo Caffè

Pensierino della sera …

“Dovremmo, pur nel nostro irrisolvibile disordineassimilare l’armonia magica e sublime del jazz.”
MARCO CHIERICI