20 pazienti positivi al Covid nella struttura privata di accoglienza “Bellavalle” di Monzuno, 10 ospiti positivi alla casa di riposo “Villa Teresa” di Sasso Marconi, 26 positivi tra gli ospiti e 3 fra gli operatori al Giovanni XXIII di viale Roma, altri casi a Sant’Agata Bolognese, che si aggiungono ai 9 ospiti e 13 operatori/volontari positivi riscontrati due settimane fa al centro Residenziale per Disabili Zanichelli, nel Comune di S.Lazzaro.
Nelle residenze per anziani e per disabili tornano i contagi da Covid e di conseguenza torna la paura, dopo quanto accaduto in primavera.

Giusto una settimana fa il segretario regionale dello Spi Cgil, Bruno Pizzica, metteva in guardia dal rischio e lamentava che le contromisure decise per evitare il ripetersi della strage, che solo in Emilia Romagna è costata 1480 vite, tardavano ad essere applicate.
Oggi è un’altra categoria della Cgil, la Funzione Pubblica, a lanciare l’allarme e a chiedere la convocazione immediata dei comitati Covid. L’obiettivo è quello di “pensare ad una strategia generale per affrontare la complessa situazione”.

Allarme nelle Rsa, la Cgil chiede misure drastiche

Che la situazione sia in rapida evoluzione e rischi di sfuggire di mano lo si capisce dalle dichiarazioni istituzionali. Appena una settimana fa, venerdì 16 ottobre, l’assessore comunale al Welfare, Giuliano Barigazzi, in question time affermava che tutto fosse sotto controllo. Attualmente – aveva detto Barigazzi – per quanto riguarda la situazione di tutte le strutture residenziali per anziani e disabili del territorio dell’Ausl di Bologna, per complessivi 7.496 posti, si può affermare che non vi sono particolari situazioni di allarme”.
Ai 12 casi positivi di due settimane fa se ne sono invece aggiunti almeno una sessantina.

In via precauzionale le visite dei parenti nelle residenze per anziani e disabili sono state nuovamente sospese. In alcuni dei focolai registrati di recente è emerso che il contagio è avvenuto attraverso un esterno asintomatico e il rischio è che il problema si ripeta e si allarghi.
“Dobbiamo immediatamente pensare a misure drastiche di sicurezza per tutelare utenti e lavoratori delle strutture – afferma Simone Raffaelli della Fp Cgil di Bologna – Un’ulteriore estensione del contagio nelle strutture per anziani e disabili, per quanto prevedibile, nel giro di poche settimane potrebbe rischiare di lasciare le strutture con gravi carenze di organico, senza parlare del rischio di situazioni potenzialmente esplosive per l’incolumità dell’intera comunità”.

Il problema che il sindacalista sottolinea maggiormente è quello dell’organico, dal momento che il personale infermieristico e oss non sembra nemmeno essere più presente sul mercato, come hanno fatto sapere le agenzie interinali e le cooperative.
Ma c’è anche un altro fattore. “I datori di lavoro devono avvisarci subito e avvisare i responsabili della sicurezza – osserva Raffaelli – Noi spesso veniamo a conoscenza delle situazioni perché veniamo contattati dai lavoratori e non è bello che l’azienda non abbia dato la comunicazione. I lavoratori devono sapere cosa sta accadendo, ci deve essere trasparenza”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SIMONE RAFFAELLI: