Dopo l’allarme di una pendolare e una petizione, verrà ripristinato da aprile l’abbonamento per il trasporto della bici sui treni. La Regione rilancia: l’abbonamento costerà la metà, sa valido anche sui mezzi Tper e i primi mille che acquisteranno una bici pieghevole avranno uno sconto di 100 euro sugli abbonamenti. Ma resta il problema delle regole diverse da regione a regione.

Le due ruote hanno vinto la prima battaglia dei treni. Dopo che il 31 dicembre scorso era stato cancellato l’abbonamento per il trasporto delle biciclette, dopo la segnalazione di una pendolare e dopo una petizione che in poco tempo ha raccolto 57mila firme, la Regione ha presentato quest’oggi il ripristino dell’abbonamento e una serie di novità con cui conta di rilanciare sul tema dell’intermodalità.
Una su tutte: l’abbonamento annuale costerà la metà di quanto costava prima, 60 euro invece che 120. La differenza sarà compensata da viale Aldo Moro per un investimento che si aggira attorno ai 150 milioni di euro.

Non solo: dal primo aprile, data in cui la riattivazione dell’abbonamento sarà effettiva, sarà possibile caricare la propria bicicletta anche sui treni Tper, estendendo quindi il numero di mezzi che prevedono il servizio.
“Per la convivenza sui treni con i pendolari – aggiunge l’assessore ai Trasporti Raffaele Donini – Abbiamo pensato anche di incentivare l’utilizzo delle bici pieghevoli, con uno sconto di 100 euro sugli abbonamenti per i primi mille utenti che ne acquisteranno una“.

Soddisfatte, ma con alcune riserve, le associazioni delle due ruote. Se da un lato il ripristino del servizio e il dimezzamento del costo è un fatto positivo e importante, rimangono sul tavolo alcuni nodi.
Il primo è senza dubbio la continuità territoriale sul piano nazionale. Ogni regione, infatti, ha regole diverse: da quella (come le Marche) dove il trasporto è gratuito a quelle dove è previsto un abbonamento ad altre ancora in cui invece è possibile trasportare la propria bici solo con un biglietto semplice.
“La Regione Emilia Romagna – afferma Simona Larghetti di Salvaiciclisti – si è impegnata a portare la questione alla Conferenza Stato-Regioni, in modo che le regole possano essere uniformate su tutto il territorio nazionale”.

Quanto all’incentivazione all’utilizzo delle bici pieghevoli, i ciclisti storgono il naso. “La bici pieghevole – spiega Larghetti – non è adatta a tutte le situazioni. Ad esempio non è pensabile utilizzarla per il cicloturismo e non è pensabile scaricare la responsabilità sul singolo cittadino che si deve dotare di un mezzo particolare, quando ne ha già uno a disposizione”. Tra gli altri amanti delle due ruote, inoltre, c’è chi punta il dito su Trenitalia e la sua reticenza a dotare i treni di maggiori spazi per contenere le bici.

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