Sembra passata una vita dalla V edizione del Todays Festival di due anni fa ma i ricordi si fanno vivi con l’annuncio della VI edizione (dal 26 al 29/8). Così tra un Nils Frahm sudato sui suoi mille tasti e uno splendido show pomeridiano degli Sleaford Mods al parco Peccei siamo lieti di riprendere il discorso con Gianluca Gozzi (padrino del festival) che ci introdurrà alla nuova edizione. Sabato 19 giugno h 16,15 ad Afternoon Tunes.

Il programma di Todays Festival

Giovedì 26 agosto
In un’atmosfera a metà tra il cupo svolgersi di un’elettronica marziale e lampi di puro desiderio danzereccio, inaugurano TOdays 2021 a sPAZIO211 i WORKING MEN’S CLUB, uno degli esordi più interessanti dell’anno provenienti dal West Yorkshire inglese e capitanati dal geniale e sfrontato diciottenne Sydney Minsky-Sargeant capace di conciliare la curiosità verso l’escapismo della scena rave con il brodo primordiale post- punk.
E dall’elegante post-punk per arrivare fino alla poesia del quotidiano, riparte il quartetto di South London DRY CLEANING: riff hardcore, ritmi trascinanti, storie recitate dall’ex enigmatica studentessa d’arte Florence Shaw alla ricerca di se stessa, già musa di una delle band più eccitanti del nuovo rock britannico, prodotti da John Parish.
Poi basterà chiudere gli occhi per un istante, riaprirli e ritrovarsi immersi nel suono di un’orchestra composta da 11 elementi: sezione ritmica, fiati, archi, chitarre, tastiere e cori, è l’Immensità Orchestra di ANDREA LASZLO DE SIMONE che ci farà vivere una esperienza immersiva e totalizzante, pensata come un vero e proprio percorso tra sogno, realtà, spazio e tempo. Il meglio tra talentuosità contemporanea, genio creativo e hype.
 
Venerdì 27 agosto
“Se il tuo suono non ha confini e la tua patria è il mondo, allora sei sulla strada giusta e puoi andare oltre lo steccato” diceva un detto e il palco di sPAZIO211 supera questi confini geografici accogliendo collaborazioni incrociate che si concretizzano nella danza tribale degli I HATE MY VILLAGE, il super gruppo rivelazione degli ultimi anni, nato dall’incontro tra Fabio Rondanini, batterista di Calibro 35 e Afterhours, e Adriano Viterbini, chitarrista dei Bud Spencer Blues Explosion, insieme a Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle), in procinto di pubblicare un nuovo EP, suonando l’Africa con le chitarre distorte.
Superano invece i confini temporali i giovanissimi BLACK MIDI già candidati ai Mercury Prize e inseriti da New York Times, Pitchfork, Stereogum, SPIN nelle classifiche dei migliori album destinati a sconvolgere prima l’underground musicale, per poi passare alla conquista delle scene future, grazie a un potente mix di tradizione e modernariato messi in scena da uno dei gruppi più chiacchierati del Regno Unito nonostante (o forse proprio a causa di) un suono fatto apposta per disorientare.
“Precluso il futuro, la speranza è nel passato. Precluso lo spazio, la speranza è nel tempo”, con queste parole il compositore, musicista e sound designer TEHO TEARDO, tra i più originali ed eclettici artisti nel panorama musicale europeo, rivive dentro il film La Jetée di Chris Marker, creando l’evento esclusivo in anteprima per TOdays “A MAN FALLING. TEHO TEARDO suona LA JETÈE” con i contributi dell’attore Michele Riondino e della regista e sceneggiatrice Liliana Cavani, tra le figure di maggior rilievo del cinema della penisola, oltre alle voci del commediografo e sceneggiatore irlandese Enda Walsh e dell’artista Blixa Bargeld, musicista con gli Einstürzende Neubauten e con Nick Cave and the Bad Seeds.

Sabato 28 agosto
In pieno pomeriggio all’ombra della ex-cattedrale industriale nel parco urbano PECCEI ci ritroveremo davanti a TUTTI FENOMENI, la risposta a una scena in cui fanno tutti i (presunti) fenomeni. Il cantautore romano che racconta di libri di Proust accanto al bidet, di un Paese fallito e dei “milioni in banca di Jovanotti” presenta live Merce funebre, il suo acclamato disco d’esordio prodotto da Niccolò Contessa (I Cani).
A partire dalle ore 20 il palco di sPAZIO211 esonderà incontenibile di Ira, il nuovo disco di IOSONOUNCANE uscito dopo una lunghissima attesa, in grado di rompere ogni rassicurante argine dato da categorie e definizioni. Senza eguali nella storia di un disco italiano in cui confluisce elettronica, rock, noise, jazz, prog, musica popolare, ritmi tradizionali del Maghreb, e una lingua che è una sorta di criptico esperanto: è come se attraverso la musica prendesse forma un inconscio collettivo, trovando una voce, una possibilità di esprimersi e allargare i confini del nostro mondo.
Un ibrido, un’evoluzione, un dopo…ecco, dopo è la parola chiave che rappresenta l’ensemble dei sette giovanissimi musicisti BLACK COUNTRY NEW ROAD, schizzati da subito in cima alle chart inglesi come i più titolati esponenti del “post- tutto”. Dentro la loro musica soffia un vento che si insinua tra i paletti della tradizione e passa oltre. I Black Country New Road provano ad accompagnarci proprio in quell’oltre, quindi mettetevi comodi, il viaggio è appena cominciato.
THE COMET IS COMING è il progetto di Shabaka Hutchings, re del nu jazz britannico; un’esplosione cosmica di suoni e colori, tra John e Alice Coltrane, Sun Ra, Mulatu Astatke, i Can ed electronica. Alla fine del loro concerto vi renderete conto che la mente ha vagato placidamente in un’altra dimensione ma i piedi, nel frattempo, sono stati ben piantati sulla terra, anzi l’hanno percossa dal primo all’ultimo minuto.
La cometa non sta arrivando, è già arrivata, basta solo accorgersene.
 
Domenica 29 agosto
La kora è uno strumento tradizionale originario dell’Africa occidentale simile ad un’arpa, e per tanti anni suonare la kora è stato negato alle donne. Dopo aver suonato nei più importanti festival mondiali, saranno al Parco PECCEI a cantare “I Play the Kora” il super gruppo formatosi nel Mali LES AMAZONES D’AFRIQUE, composto da artiste africane. Cantano la diseguaglianza fra i sessi, e il loro messaggio è incoraggiare le donne a “sollevarsi e combattere l’ingiustizia perché siamo tutti uguali”. Occhi lucidi, gote arrossite, nervi a fior di pelle, gelosie incontenibili, piccole scenate.
E ancora: fermate del bus, amici di sempre, sogni che son desideri, sigarette trattenute a stento tra le labbra socchiuse. Sono questi dettagli da una gioventù di tutti i giorni la materia di cui è fatta la poesia di ARLO PARKS, al secolo Anaïs Oluwatoyin Estelle Marinho, ventenne londinese di origini franco-nigeriane-ciadane che, con semplicità, come fosse la cosa più facile del mondo, sta stregando tutti. Sul palco del 211 un talento puro reduce dall’aver appena vinto il Grammy Award 2021 come miglior artista dell’anno, nominata ai Brit Awards, l’AIM One to Watch e la BBC, mentre ottiene riconoscimenti da Phoebe Bridgers, Billie Eilish, Florence Welch, Lily Allen, Michaela Coel e Michelle Obama.
“Semplice” di MOTTA è semplicemente un capolavoro, in cui il cantautore, attraverso un suono stratificato, fra riferimenti a De Gregori, Tenco e ai Velvet Underground, traccia una strada in cui celebra una nuova libertà espressiva, e lo fa ricercando un’evoluzione nella musica e nella voce, recuperando una spontaneità che mette al centro l’essenzialità dell’esistenza.
Infine…sono il gruppo più giovane della nuova scena post punk britannica e anche quello con le influenze più particolari. Ruvidi e frenetici, come la vita, gli SHAME non cercano compromessi con il pop, ma innalzano la loro anima rock al futuro diffondendo nell’etere le ultime note di un festival che si preannuncia al fulmicotone, e dove ciò che rimarrà sarà ritmo e sentimento. Una di quelle cose che capitano una volta nella vita.
Dopo non si torna indietro!

Articolo precedenteMi riconosci? La lotta dei professionisti del settore culturale in un libro
Articolo successivoCure palliative e terapie del dolore