The Childhood Experience è il documentario della regista Valentina Olivato che esplora il tema dell’homeschooling, ovvero l’istruzione domiciliare, svolta a carico della famiglia e fuori dalle istituzioni. Il film si interroga e chiama gli spettatori ad interrogarsi su questo tipo di istruzione, riflettendo così anche sull’educazione e l’infanzia in toto.

L’idea del documentario nasce dall’esperienza personale della regista, la quale si è trovata a fornire supporto nell’educazione e nell’istruzione di quattro bambini, di età dai quattro ai dodici anni, all’interno di una famiglia che aveva intrapreso la scelta dell’homeschooling. Così è inziato il suo progetto di esplorazione all’interno del mondo dell’istruzione domiciliare, possibilità garantita in Italia dalla Costituzione ma sulla quale c’è una scarsa informazione.

The Childhood Experience, in maniera tutt’altro che didascalica, indaga la scelta delle famiglie di non mandare i figli a scuola – istituzione che ha un ruolo preponderante durante la crescita – e come tale esperienza incida nell’educazione e influisca nella maturazione dei bambini. La regista si è posta tali interrogativi ed ha provato a rispondervi attraverso il film, fornendo allo spettatore degli stimoli per riflettervi a sua volta. L’argomento è declinato da un punto di vista umano e sensibile: il documentario non propone una tesi ma il punto di vista personale della regista e la sua storia di vita.
Valentina Olivato, per girare le scene, è rimasta sul campo per due settimane, insieme a una troupe ridotta, in modo che i bambini protagonisti, potessero abituarsi all’obiettivo e ad essere seguiti dalla macchina da presa, nel rispetto delle loro esigenze. È stato fondamentale il fatto che ci fosse un rapporto personale costruito con loro in precedenza. Il punto di vista nel documentario è quasi interamente quello dei bambini, ognuno con la sua storia, i suoi dubbi e le sue fragilità. Il racconto della quotidianità dei piccoli si intreccia, attraverso un montaggio più emotivo che lineare, con quello del percorso dei genitori che hanno intrapreso il cammino dell’homeschooling. 

Il documentario di Valentina Olivato e lo stop del settore spettacolo

Il documentario, finito nell’autunno 2019, è stato presentato in prima assoluta durante l’estate 2020 al Nòt Film Festival a Santarcangelo di Romagna ed è stato poi presente anche al Social World Film Festival in Campania. Oggi, avrebbe dovuto esser proiettato alla Cineteca di Bologna all’interno della rassegna Visioni Italiane. L’evento non avrà luogo a causa della chiusura dei cinema, secondo le norme dell’ultimo DPCM sul settore dello spettacolo.
Come ha spiegato ai nostri microfoni Valentina Olivato, si trattava di una tappa importante all’interno del percorso del film: la prima proiezione nella città di Bologna – nella quale la regista vive e lavora – con la partecipazione in sala anche dei bambini. Una delusione personale che porta  a una riflessione più ampia sulle conseguenze che il provvedimento repentino del governo avrà sul mondo del cinema, già sofferente a causa delle precedenti misure. Come altri colleghi, la regista è in attesa di azioni energiche che vadano a supportare il suo settore e quello della cultura tutta, per la tutela dei lavoratori e di quelle realtà di cui già la sola possibilità di sopravvivenza in questi mesi è stata messa in dubbio.

ASCOLTA L’INTERVISTA A VALENTINA OLIVATO: