E’ uscito il 9 ottobre 2020 il nuovo album di The Bluebeaters, che raccoglie 12 brani inediti in italiano.

L’album è arricchito da numerose collaborazioni: Coez, Bianco, Zibba, Cimini, Willie Peyote e Lo Stato Sociale.

Bluebeaters: dal 1994 ad oggi

Il gruppo si forma tra il 1993 e il 1994. Fino all’abbandono del frontman, Giuliano Palma, il nome della band era ‘Giuliano Palma & the Bluebeaters’. Nati dall’incontro di Casino Royale ( di cui Palma era cantante) con i Fratelli Soledad, con l’obiettivo di costituire una one night band che si sarebbe esibita all’Hiroshima Mon Amour di Torino nel marzo del 1994, si trasformano in una cover band di pezzi ska, rocksteady giamaicani e soul americani. Prendono il nome di Bluebeat, primo ska prodotto dal marchio discografico Blue Beat Records.

Da allora hanno pubblicato cover di brani di successo come Che cosa c’è di Gino Paoli, Tutta mia la città degli Equipe 84 e Wonderful Life di Black.

Nel 2012, Giuliano Palma lascia il gruppo, che tuttavia si ricompone dopo pochi mesi, nel 2013, riunendo alcuni membri del precedente gruppo e Patrick ‘Pat Cosmo’ Benifei, nuovo frontman del gruppo.

Il 2013 e il 2014 saranno dedicati alle date dal vivo e, nel 2015, uscirà l’album Everybody Knows. I brani sono riarrangiamenti di canzoni in lingua inglese, che vengono suonate nello stile giamaicano, maneggiato dalla band ormai da molto tempo, eccezion fatta per La mia geisha di Luigi Tenco.

Dal 2015 ad oggi, concerti e collaborazioni dei Bluebeaters si sono moltiplicati, portandoli a lavorare con i Subsonica, Caparezza, Lo Stato Sociale e molti altri ancora. Nel 2019 esce Ancora un giorno feat. Willie Peyote (colonna sonora dell’omonimo film di Raùl de la Fuente e Damian Nenow) e A metà feat. Cimini.

‘La relatività’

Il singolo è uscito il 7 agosto 2020, per la label blognese Garrincha Dischi.

Si tratta dell’opening track dell’album ‘Shock!‘ ed è stato scritto assieme a Cimini e Carota de Lo Stato Sociale.

Una canzone il cui titolo anticipa il ritornello, che intona ‘Tutto quello che sai di me non esiste più’. Il suono torna alle radici della musica giamaicana, dove il testo ci ricorda che è difficile, se non impossibile, rimanere sempre gli stessi. E questa è anche la storia dei Bluebeaters, se non addirittura un manifesto d’intenti, dato che la band ha dovuto rinnovarsi più volte nel corso degli anni. In questo periodo in cui poche cose sono una certezza, il brano interpreta una visione che a volte è subita, ma che cela nel mutamento la voglia di ripartire