Nella situazione drammatica creata dagli effetti devastanti del sisma, i migranti pagano un prezzo ancora più alto a causa delle leggi che regolano la loro permanenza in Italia. Nelle misure d’urgenza prese dal Governo non c’è nessuna attenzione per la particolare condizione che i migranti vivono in Italia a causa delle norme delle legge Bossi-Fini.

 

Uno degli aspetti che in questi giorni hanno sollevato più polemiche sono state le morti sul lavoro. Sebbene il sisma che in questi giorni ha colpito molti comuni emiliani non abbia apparentemente fatto differenze, in realtà, come dimostrano le morti sul lavoro di tanti operai, sono stati colpiti soprattutto i lavoratori, senza distinzione. 

Tuttavia è evidente che la condizione dei lavoratori migranti colpiti dal terremoto sia ulteriormente difficoltosa a causa degli ostacoli della burocrazia italiana e delle norme della legge Bossi-Fini

 

Per questi motivi il Coordinamento Migranti Bologna e provincia ha spiegato che solo una moratoria urgente sui permessi di soggiorno permetterà ai lavoratori e alle lavoratrici migranti di ricostruire la loro vita dopo il sisma.

Il Coordinamento dunque in questi giorni ha rinnovato la richiesta al Governo e a tutte le autorità competenti di agire subito affinché a tutte le migranti e ai migranti residenti nelle zone terremotate:

Sia garantito il rinnovo del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno, anche se nei prossimi due anni non saranno in grado di soddisfare i criteri di lavoro, reddito, abitazione previsti dal testo unico sull’immigrazione.
Sia cancellata per i prossimi due anni la tassa di rinnovo del permesso;
Sia garantito un uguale trattamento nei soccorsi e nell’assistenza, indipendentemente dal possesso di un permesso di soggiorno.

In basso puoi ascoltare l’intervista a Giorgio Grappi del Coordinamento Migranti Bologna e provincia