“La prima strage fascista in Italia”. Così lo storico Nazario Sauro Onofri descriveva l’eccidio del 21 novembre 1920 a Bologna quando, durante la proclamazione del sindaco socialista massimalista Enio Gnudi, le squadracce fasciste guidate da Leandro Arpinati diedero vita ad una provocazione ed una sparatoria che innescò una concatenazione di eventi il cui risultato fu la morte di 10 socialisti.
Questa storia, insieme ad altre vicende collocate tutte nel cosiddetto “Biennio rosso”, vengono portate in scena in Certosa nello spettacolo “1920 – Strage a Palazzo (D’Accursio)” scritto e interpretato da Simona Sagone.

Teatro Bologna, lo spettacolo in Certosa

La prima dello spettacolo andrà in scena venerdì 21 luglio alla Certosa di Bologna. Saranno due le repliche della serata: la prima alle 20.00, la seconda alle 21.30.
A 100 anni dalla strage di Palazzo D’Accursio del 21 novembre 1920, l’Associazione Youkali, con una drammaturgia appositamente scritta da Simona Sagone, rende omaggio allo storico Nazario Sauro Onofri autore de “La strage di Palazzo d’Accursio” rappresentando teatralmente le vicende che hanno portato all’eccidio e con esso al consolidarsi del fascismo a Bologna.

Lo spettacolo è curato dall’Associazione Culturale Youkali in collaborazione con Aics Bologna e vedrà in scena la stessa Sagone, insieme al polistrumentista Mirco Mungari, con la partecipazione di Sara Graci.
Lo spettacolo è stutturato in cinque quadri, dove verranno ricostruiti non solo i fatti di quel 21 novembre 1920, ma anche le proteste nei campi e nelle fabbriche, che portarono gli agrari e gli industriali bolognesi a cercare nel fascismo un alleato per respingere l’avanzata socialista che prendeva piede in Italia.

Anche per lo spettacolo in Certosa ci sono limitazioni e prescrizioni anti-Covid. In particolare, è obbligatorio l’uso della mascherina e il distanziamento di un metro tra le persone che non appartegono allo stesso nucleo famigliare.
L’ingresso allo spettacolo avverrà da via della Certosa 18 ed è possibile solo su prenotazione al 333-3444139 o a info@youkali.it.

I fatti del 1920

L’elezione a sindaco di Bologna del socialista Ennio Gnudi era stata preceduta dall’amministrazione del primo sindaco socialista della città, Francesco Zanardi, il sindaco del pane, ed aveva contribuito a creare tensioni tra le classi del proletariato e quelle padronali, a causa di intenti ed interessi apertamente contrapposti.
La vittoria con ampio margine dei socialisti alle elezioni del 31 ottobre 1920 aveva provocato un grande scorno tra industriali ed agrari e l’ipotesi che il sindaco si sarebbe insediato sventolando la bandiera rossa da Palazzo D’Accursio parve un affronto troppo grande per i padroni.

Il 21 novembre una bandiera rossa fatta sventolare sulla Torre degli Asinelli scatenò la reazione delle squadre d’azione fasciste guidate da Leandro Arpinati. Mentre all’interno di Palazzo D’Accursio la cerimonia di insediamento procedeva regolarmente, si ebbero i primi scontri. I fascisti, provenienti dalle vie Rizzoli ed Archiginnasio, tentarono di forzare il cordone predisposto dalla Guardia Regia intorno a Piazza Nettuno ed a Piazza Maggiore sparando i primi colpi di arma da fuoco: la grande massa dei presenti, presa dal panico, si diresse verso l’arco che dava accesso al cortile del Palazzo, ma la Guardie Rosse, temendo un assalto in massa da parte degli squadristi, chiusero il grande portone. Mentre all’esterno proseguiva lo scontro a fuoco, alcune bombe a mano vennero lanciate dall’interno del cortile del palazzo dalle Guardie Rosse. Alla fine degli scontri si contarono dieci morti socialisti e una sessantina di feriti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SIMONA SAGONE: