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Tra ospitalità, produzioni, residenze e didattica si apre la stagione a Teatri di Vita, per superare la “Sufficienza del presente” e guardare avanti con più prospettive aperte.

Si staglia su più livelli, questa prima parte di programma, che va da ottobre a dicembre 2015. Teatri di Vita il contenitore dal linguaggio, che a proposito di prospettiva, tende sempre al “punto di fuga”, cioè seguendo meritoriamente e ambiziosamente mete che vanno ben oltre alla “Sufficienza del presente”

La “Sufficienza del presente”, sarà il filo rosso, in questo caso da oltrepassare, da denunciare da spostare in avanti, oltre quell’apatia, quella mancanza di sensibilità che stiamo vivendo, quel “silenzio assenso” che ci sta sempre più intorpidendo il pensiero.

Direttore artistico, Stefano Casi conferma con un programma, che spazia in maniera interdisciplinare fra arti performative, teatro, danza, cinema, queste sensazioni che ritroveremo già a partire da giovedì 8 ottobre. Prima di entrare nel dettaglio del programma, ricordiamo anche le varie intersezioni con altre realtà, Gender Bender e Vie Festival.

Si inizia, da giovedì 8 ottobre con “Jackie e le altre”, il mito di Jaqueline Kennedy in ogni sua sfaccettatura, pregi, difetti, figura mitica e debole allo stesso tempo, questi incontri sono all’interno di un segmento chiamato “Stile e striscie” che comprende film, spettacoli, musica e gastronomia (da grande bongustaio, riconosciuto ufficialmente vi posso dire cucina ottima e sfiziosa scelta nei piatti).

Si passa al 17-18 ottobre, con la compagnia Abbondanza/Bertoni che presenta “I dream” il primo assolo della carriera artistica di Michele Abbondanza, si passa al DOT 504, cinque danzatori in uno spettacolare spettacolo, sul sottile piacere che da la violenza “Collective Loss of Memory”, saranno in scena il 7 e 8 novembre, il programma completo si può consultare sul sito clicca qui, per avere orari, date e protagonisti

Chiudiamo citando il quarantesimo anniversario dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini, dal 28 ottobre al 1 novembre, uno spettacolo di Andrea Adriatico, “Is, Is Oil” ispirato all’opera incompiuta di Pasolini “Petrolio”, un parallelismo dove il malaffare sommerso si rispecchia nelle sordide questioni internazionali dell’attulità, seguendo la maleodorante traccia del petrolio.

I Teatri di Vita, ci sono, ci offrono (è il caso di dirlo, visto i prezzi veramente abbordabili) un’ espressione che sta avanti a ogni “sufficienza” e si confermano una grande occasione per dare un profondo spunto di dialogo e di riflessione, da seguire assolutamente.

               William Piana

ascolta una parte dell’intervista a Stefano Casi, direttore artistico