L’evento cinematografico della settimana bolognese è stato indubbiamente il Cinema Ritrovato. Capolavori restaurati, anteprime e conferenze hanno animato la Cineteca e alcune sale cinematografiche della nostra città.

Piazza Maggiore ha aperto con la proiezione Voyage dans la lune, il film di Méliès del 1903. Quattordici minuti ispirati al regista  dal libro di Jules Verne Dalla terra alla luna in cui, per la prima volta si fece uso degli effettti speciali. Una sorta di blockbuster ante-litteram che fu altamente copiato e plagiato. Nel 1913 si credeva che la pellicola a colori fosse andata perduta e invece, circa ottant’anni dopo, è stata ritrovata. Dopo un lungo restauro, gli spettatori bolognesi sono stati il secondo pubblico, dopo quello di Cannes, a godere della proiezione dell’audiovisivo nella sua versione policroma. Nella stessa serata è stato mostrato anche il Nosferatu di Murnau. Entrambe le pellicole sono state accompagnate dalle musiche composte da Timoty Broch ed eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale.

Lunedì 27 ha visto protagonista Bernardo Bertolucci giunto sotto le Due Torri per presentare Il Conformista. Tratto dall’omonimo romanzo di Moravia, il film ruota intorno alla vita della spia Marcello. Attraverso questo film il maesto parmense ha scoperto l’utilità del montaggio come modus per plasmare e scovare nuovi elementi nel girato.

Mercoledì 29 è stato il giorno che Radio Città Fujiko ha interamente dedicato al festival presenziando a proiezioni e conferenze. Abbiamo cominciato con la visione di Lo squadrone si diverte, pellicola appartenente alla prima produzione sonora di Maurice Tourneur. In questa versione abbiamo potuto vedere alcune sequenze colotrate a po-choir. Mara Blasetti e Paolo Poli hanno aperto il pomeriggio presentando I racconti di Fantascienza. Cortometraggi con la regia di Blasetti che, partendo da storie di extraterrestri, coglievano l’occasione per parlare dell’altro e del diverso con grande attualità. Le tre puntate che andarono in onda in Rai, erano condotte dallo stesso Blasetti con un ospite d’eccezione: lo scrittore Arnoldo Foà che era solito leggere alcune pagine di grandi romanzi. La presentazione è stata anche occasione per parlare della digitalizzazione del fondo Blasetti, quasi interamente realizzato. Appuntamento alle 19,15 dello stesso giorno con l’incontro sul cinema socialista a cui hanno partecipato Goffredo Fofi, Peter von Bagh e Paolo Mereghetti. Il discorso si è incentrato intorno al cinema politico: fin quando la Settima Arte è capace di raccontare un evento senza incorrere nella voglia di schierarsi da una parte o dall’altra? Goffredo Fofi ha anche rilevato l’assenza di un corrispettivo tra attualità e registi per il quale tutti si fermano allo spiritualismo e alla mistica. Il pomeriggio è stato anche teatro per un’intervista con Tatti Sanguinetti, il critico con un passato da sceneggiatore, regista e attore che è ora alle prese con la scrittura di un libro su Walter Chiari.

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