Rimandato a causa del coronavirus, i prossimi 20 e 21 settembre si terrà il referendum costituzionale confermativo del taglio dei parlamentari. La riforma, già approvata dal Parlamento, ora passa al vaglio popolare. Cittadine e cittadini dovranno quindi dire se vogliono ridurre i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200 (voto: sì) o se vogliono mantenere l’attuale impianto parlamentare (voto: no).

La campagna referendaria è già entrata nel vivo e all’interno di tutte le forze politiche non sembra esserci una linea unanime. Anche all’interno del M5S, che ha fortemente voluto la legge, ci sono esponenti che hanno già annunciato il proprio voto contrario, così come all’interno del Pd, della Lega e degli altri partiti.
Già prima del lockdown anche a Bologna si è formato il comitato per il “No”, che nei prossimi giorni darà vita a diverse iniziative cittadine.

Taglio parlamentari, la mobilitazione del comitato per il “No”

Sono numerose le realtà che a Bologna compongono il comitato per il “No” al referendum costituzionale. Ci sono associazioni come il Coordinamento democrazia costituzionale, Salviamo la Costituzione, i Comitati Dossetti, l’Anpi, Libertà e Giustizia Bologna, NOstra Bologna, ma anche movimenti come Volt, le 6000 sardine, partiti politici come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano e Coalizione Civica. Ma anche un appello civico che ha raccolto oltre 500 sottoscrizioni.

Tutte le realtà, riunite nel comitato, daranno vita ad iniziative sul territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica, a partire dalla manifestazione di mercoledì 2 settembre, alle ore 18.45, presso il piazzale Jacchia dei Giardini Margherita con la partecipazione della politologa Nadia Urbinati e della costituzionalista Maria Agostina Cabiddu.
Un secondo appuntamento è previsto per lunedì 7 settembre a Casalecchio di Reno presso la casa della Pace la Filanda con il professor Gianfranco Pasquino.

Dal prossimo 5 settembre sono organizzati banchetti in città, promossi da Volt Bologna, mentre la costituzione di comitati locali con altri volantinaggi e presidi sono programmati a San Pietro in Casale, San Giovanni in Persiceto, Minerbio, Baricella, Granarolo, Castenaso, Medicina, Budrio e Molinella. Il comitato di giovani NOstra, inoltre, ha attivato uno sportello informativo, nei giorni 2, 9 e 16 settembre, dalle 17 alle 19, presso la “Barricata 71” in via sant’Isaia.
La manifestazione conclusiva della campagna referendaria per il “No” è prevista mercoledì 16 settembre.

Le ragioni del “No”

Le ragioni che stanno spingendo in molti a impegnarsi per il “No” al referendum, sono molteplici. “Riguardano principalmente la preoccupazione che una riduzione significativa dei componenti del Parlamento sia di per sè lesiva dei principi di rappresentanza dei territori e delle minoranze – scrivono dal comitato – Tanto più che, in caso di conferma, verrà attuata senza alcuna revisione della legge elettorale per restituire ai cittadini il diritto, oggi espropriato, di scegliere i propri parlamentari, senza alcuna modifica delle attuali norme che disciplinano l’elezione del presidente della Repubblica, senza alcun adeguamento dei regolamenti che salvaguardi democraticità e funzionalità del Parlamento”.

Per i detrattori della riforma, si tratta di una modifica della Costituzione che “scardina gli assetti istituzionali e crea anche forte squilibrio tra i diversi livelli di rappresentanza, già molto alterati e indeboliti da precedenti riforme errate o incompiute, che hanno creato inefficienze e conflitti di competenze tra diversi livelli istituzionali e andrebbero approfonditamente revisionate”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AL COORDINATORE SERGIO CASERTA: