Un altro fatto gravissimo ha sconvolto la città di Bologna, e il quartiere San Donato in particolare: martedì una ragazzina di 12 anni si è tolta la vita gettandosi da una finestra della sua casa. Le cause sono ancora da chiarire e la Procura ha aperto un’indagine. È il tempo, però, di fermarsi e riflettere su un fenomeno molto diffuso: il suicidio tra i ragazzi e le ragazze dai 15 ai 24 anni, infatti, costituisce la seconda causa di morte, mentre l’autolesionismo colpisce un giovane su cinque in Europa.

Suicidio infantile: al Bambin Gesù quasi il doppio dei tentativi di suicidio rispetto al 2019

«Negli ultimi 10 anni c’è stato un aumento del fenomeno registrato dall’ospedale: dal 2010 al 2018, infatti, abbiamo notato un aumento di circa 20 volte del numero di consulenze psichiatriche al pronto soccorso richieste per ideazione suicidaria e tentativi di suicidio», racconta Giulia Serra, neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Durante la pandemia il fenomeno è aumentato in modo esponenziale: «Ad aprile 2020 bel il 61% delle consulenze neuropsichiatriche richieste in pronto soccorso hanno riguardato ideazione e tentativi di suicidio, contro al 35% dell’anno precedente».
Un aumento, quindi, quasi del 50% e «abbiamo notato anche che i ricoveri per ideazione suicidaria e autolesionismo sono passati dal 30% in prequarantena al 40% durante il lokdown. Allo stesso modo abbiamo registrato un aumento dei ricoveri per gravi stati depressivi», spiega Serra.

Ma quali sono le cause che portano a dei gesti tanto drammatici? I motivi stanno in patologie psichiatriche, come i disturbi dell’umore, che hanno il loro esordio nella prima e nella seconda adolescenza. L’infanzia età dell’oro e senza problemi? Forse, ma sicuramente non per tutti ed è utile abbattere i muri della retorica e avere una coscienza lucida della sofferenza mentale che colpisce fin da giovani.
«Si pensa che i disturbi come la depressione siano di appannaggio dell’età adulto non è così, perché hanno il loro esordio nell’età evolutiva. I disturbi dell’umore hanno un alto rischio di comportamenti autolesivi», spiega la neuropsichiatra.
I fattori predisponenti sono sia di carattere ereditario che di fattori ambientali come situazioni di vita: maltrattamenti o abusi, lutti recenti, bullismo e cyberbullismo o altri eventi di vita molto sfavorevoli.

Ma come riconoscere i campanelli di allarme che indicano un stato di sofferenza psichica importante?
«Le prime cose da notare sono cambiamenti emotivi e comportamentali come, ad esempio, cambi dell’umore, isolamento, un calo del rendimento a scuola o un calo dell’interesse rispetto ad attività prima altamente gradite – elenca Giulia Serra – Oppure c’è un aumento dell’aggressività o mostrano segni di alterazione del comportamento alimentare, di autolesionismo o consumo di alcol e droga soprattutto se avviene in solitudine».
Si ricorda che per situazioni di emergenza è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso più vicino o prendere contatto con i centri di aiuto della propria città.

Medea Calzana

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