Dopo lo strappo della nomina di Andrea De Pasquale all’Archivio di Stato, che aveva sollevato la rabbia dei famigliari delle vittime delle stragi in Italia a causa della celebrazione di Pino Rauti che il sovrintendente aveva fatto in passato, il premier Mario Draghi ha incontrato ieri le associazioni dei famigliari.
«L’incontro è andato molto bene – racconta ai nostri microfoni Paolo Bolognesi, presidente dei famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 – Draghi si è assunto in prima persona la responsabilità di presiedere il comitato per la desecretazione degli atti relativi alle stragi».

Stragi, le garanzie di Draghi per la desecretazione

All’incontro il premier ha rassicurato i famigliari delle vittime, informandoli sul fatto che la guida del comitato per la desecretazione degli atti riguardanti le stragi passa direttamente alla presidenza del Consiglio. Il premier ha spiegato che seguirà personalmente il dossier e indicherà a presiedere il comitato Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi.
«Ci ha anche detto che la nomina di De Pasquale non è dipesa da lui – sottolinea Bolognesi – e noi lo abbiamo informato di aver fatto un accesso agli atti, per cui se ravviseremo qualcosa di irregolare chiederemo la sua rimozione anche dall’Archivio di Stato, che è il massimo presidio della democrazia».

«Siamo entrati anche nel tecnico e gli abbiamo spiegato che se nei documenti desecretati vengono oscurate le date o le persone a cui erano destinate saranno documenti che non serviranno a nulla nei processi che si stanno svolgendo – continua Bolognesi – Sarebbe una nuova forma di segreto in atti desecretati».
Le parole di Draghi, invece, hanno portato alla ricucitura di uno strappo consumatosi di recente, mentre appena lo scorso 2 agosto, in occasione del 41° anniversario della strage di Bologna, proprio il premier aveva firmato la direttiva per la desecretazione degli atti su Gladio e P2.

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