Un approfondimento geografico per scoprirne le radici e le differenti correnti, ma anche una ricerca sugli stili di danza, i diversi ambienti (club, sale da ballo, teatri), le condizioni professionali (il ruolo di produttori e manager, le regole del music business) e i movimenti politici, in un’indagine globale e profonda.

La musica jazz nasce a New Orleans, ma, a seguito delle migrazioni dei musicisti neri verso Nord, Chicago ne diviene, per la sua strategica posizione, il luogo di culto tra il 1010 e il 1930. A Chicago il jazz era esclusiva dei musicisti neri, ma c’erano anche giovani bianchi che seguivano con passione questo genere, per loro era proprio una fede religiosa, una musica rivoluzionaria, una filosofia di vita a cui aderire. Abbracciare il jazz voleva dire emanciparsi dai valori borghesi. Questi ragazzi vennero soprannominati “i chicagoani” ed è l’etichetta che ancora oggi si riferisce a quella scuola di musicisti bianchi emersi negli anni Venti. Molti di loro venivano dai quartieri poveri, come Goodman e Krupa, e fare della musica la loro professione li riscattò dalla povertà. Ci fu un bianco che invece vide nel jazz una fuga dalla normalità borghese della famiglia: Leon Bix Beiderbecke. Una vita scolastica sregolata e ribelle lo porta a frequentare i locali più equivoci, quelli in cui può mettere in luce al pianoforte le sue capacità inventive che lo fecero diventare un grandissimo compositore. Non solo, soffrì tantissimo la sua condizione di bianco in mezzo ai grandi musicisti neri, condusse una vita sregolata e divenne il primo musicista maledetto della storia del jazz.

New York invece era la culla delle nuove orchestre da ballo, tra i personaggi più geniali emergeva agli inizi degli anni Venti Duke Ellington. Si esibiva al Cotton Club, dal quale andavano in onda trasmissioni radio quasi quotidianamente. Qui Ellington pensò a Mood Indigo come ad un brano da suonare vicino ai microfoni radiofonici… LA RADIO… La radio permise a milioni di americani di ascoltare la musica a costi minimi. E sabato 26 maggio in radio Patrizia e Cesare intervisteranno Stefano Zenni per farci conoscere gli artisti che hanno movimentato la scena jazz in America, da Coleman Hawkins a Chick Webb, Lester Young, Billie Holiday, Dizzy Gillespie, Charlie Parker – e infinite altre scene… In onda su Radiocittà Fujiko dalle ore 21.30

Tra i maggiori musicologi di jazz in Europa. Dal 1998 è conduttore di Rai Radio3. È presidente della SIdMA, Società Italiana di Musicologia Afroamericana, vicedirettore del Center for Black Music Research/Europe, editor per il jazz de Il Giornale della musica. Insegna Storia del jazz e delle musiche afroamericane presso i conservatori di Bologna, Pescara, Pesaro, Siena. Ha pubblicato per Stampa Alternativa volumi su Louis Armstrong, Herbie Hancock e Charles Mingus, oltre a I segreti del jazz. La storia del jazz è il suo ultimo lavoro. pubblicato nel mese di aprile 2012 , è la più ricca e completa storia del jazz mai pubblicata in italiano.