Il progetto per la realizzazione di un Polo Logistico ad Altedo, frazione di Malalbergo, nella pianura bolognese, è saltato. Almeno per il momento. A comunicarlo, in un post su Facebook, è la stessa sindaca di Malalbergo, Monia Giovannini, che ha sempre difeso a spada tratta il progetto, nonostante le proteste di associazioni ambientaliste e cittadini contro la cementificazione di oltre 70 ettari di terreno agricolo, tra cui l’ultima risaia della zona, per fare spazio a cemento e capannoni.

Lo stop al contestato progetto di Polo Logistico ad Altedo

A sancire lo stop al Polo Logistico è stato un voto in Consiglio comunale a Budrio dove è stato bocciato l’accordo di programma siglato a novembre 2020. A votare a favore sono stati solo due consiglieri comunali, uno di Fratelli d’Italia e uno di Articolo Uno, e il sindaco Maurizio Mazzanti, che però non ha ricevuto il sostegno della sua maggioranza. Sono stati infatti sette i voti contrari dalla maggioranza, ma ad essere determinante è stato anche il voto di parte dell’opposizione, in particolare quattro consiglieri del Pd e due del gruppo misto che si sono astenuti.
È contro questi ultimi, in particolare il suo partito, che Giovannini manifesta rabbia: «Il Pd di Budrio si è assunto una responsabilità epocale. Togliendo di fatto la possibilità a tutti i nostri territori anche solo di valutare tecnicamente il progetto sulla logistica».

Il progetto del Polo Logistico di Altedo ha presentato problemi fino dalla delibera con cui fu approvato in Città Metropolitana. In particolare, il documento conteneva un’informazione falsa, una dicitura secondo cui il terreno su cui sarebbe dovuto sorgere l’hub sarebbe stato incolto, mentre in realtà è ancora coltivato, in particolare a risaia. Un’informazione che avrebbe potuto orientare in modo fallace i consiglieri che dovevano decidere se approvare o meno il progetto.
Le associazioni di ambientalisti e cittadini contrarie al progetto hanno perciò ingaggiato una battaglia anche burocratica, che lo scorso luglio si è concretizzata in un’istanza presentata in Città Metropolitana. Dopo una specifica istruttoria, era stata approvata una rettifica alla delibera, lasciando invariato l’accordo.

Malalbergo ha approvato la stessa delibera della città metropolitana il 9 settembre e questa settimana lo hanno fatto anche gli altri Comuni dell’associazione Terre di Pianura, in particolare Baricella, Granarolo dell’Emilia e Minerbio. Il voto di Budrio, però, ha fatto saltare tutto.
«Tutta la fase tecnica, la valutazione di impatto ambientale, sul traffico e sulle infrastrutture, di analisi progettuale complessiva sarebbe stata avviata nei prossimi mesi con un accordo ulteriore», lamenta la sindaca di Malalbergo a progetto saltato.

La mobilitazione contro il Polo Logistico di Altedo ha assunto diverse forme. Da un lato una petizione che ha raccolto quasi cinquemila firme, dall’altro una serie di manifestazioni, anche direttamente sui terreni agricoli che sarebbero stati cementificati, e una marcia contro il terricidio dall’Appennino ad Altedo.
A schierarsi contro il progetto, oltre a Legambiente, Wwf e l’Associazione Primo Moroni, erano stati però anche M5S, Emilia Romagna Coraggiosa e i Verdi che, a livello regionale, si erano schierati contro la colata di cemento.

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