L’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, prevede una stretta anche sui mercati rionali. In particolare, le restrizioni prevedono uno stop ai mercati qualora manchi una regolamentazione comunale che garantisca norme anti-contagio.
Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha però interpretato la norma in modo restrittivo, disponendo la chiusura di tutti i mercati cittadini, compresi quelli che vendono un bene essenziale come il cibo. La decisione del primo cittadino rischia di avere un impatto molto grave sui mercati contadini, come quelli di Campi Aperti.

Mercati, uno stop che segnala una precisa scelta politica

“Siamo veramente sconvolti – afferma ai nostri microfoni Elena Hogan, presidente di Campi Aperti, l’associazione che riunisce piccoli produttori biologici del territorio – Abbiamo avuto un dialogo con l’assessore al Commercio Alberto Aitini e gli altri organizzatori di mercati contadini in città e l’ultima volta che ci siamo incontrati, a inizio novembre, avevamo concordato un protocollo di sicurezza. Ieri sera molto tardi abbiamo scoperto che non è un atto sottoscritto dal sindaco, per cui non conta niente”.

In particolare, l’ordinanza regionale impone il rispetto di misure come la perimetrazione nel caso di mercati all’aperto, la presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita, la sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita. Tutte norme a cui i mercati si erano adeguati, ma che non sono evidemente bastati per convincere il primo cittadino a garantirne l’apertura.
“Se deve esserci una stretta ulteriore per rendere ancor più sicuri i mercati – continua Hogan – non è un problema. Veramente non capiamo la scelta”.

I produttori di Campi Aperti sottolineano che vendono generi alimentari, quindi beni essenziali che garantiscono, ad esempio, ai supermercati e ai negozi di evitare le restrizioni imposte da dpcm ed ordinanze regionali.
I mercati, inoltre, si svolgono all’aperto, quindi in luoghi più sicuri dei supermercati. “Quella dell’Amministrazione di Bologna – sottolinea la presidente dell’associazione di agricoltori – è una scelta politica per scartare tutta la produzione locale. A noi sembra allucinante anche sotto il profilo della sicurezza alimentare, perché non è detto che non ci siano inghippi nella grande distribuzione”.

Le conseguenze economiche

La decisione di chiudere i mercati per tanti piccoli e medi produttori potrebbe essere devastante. “Tutta la produzione agricola non su grande scala, che si svolge attorno a Bologna ed ha la città come sbocco, potrebbe ricevere veramente il colpo di grazia“, mette in guardia Hogan.
Seconda la presidente di Campi Aperti, ogni produttore in questi giorni ha bancali di frutta e verdura che si lascerà letteralmente marcire.
Già durante il lockdown, Campi Aperti si era attrezzata con un portale per effettuare consegne a domicilio. “Lo riattiveremo – fa sapere Hogan – ma è chiaro che non ha gli stessi volumi di vendita di un mercato”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ELENA HOGAN: