Dalla terza edizione del festival Bologna Elettrica e grazie al lavoro di attiviste e attivisti bolognesi di Xm24 e Circolo Anarchico “Berneri” è nato un nuovo social network dedicato alla musica. Si chiama “Stereodon”, è uno dei tanti server che utilizzano la piattaforma “Mastodon” già in uso anche negli ambienti antagonisti, ma soprattutto è stato realizzato in modo etico, evitando tutti i meccanismi e le pratiche discutibili dei social network mainstream.

Social network etico: come funziona Stereodon

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica è apparso chiaro al mondo come i grandi social network proprietari utilizzino i nostri dati, la profilazione, per scopi commerciali o addirittura per condizionare i risultati di elezioni politiche. Si tratta della faccia oscura della medaglia per piattaforme che vengono pubblicizzate come strumenti per restare in contatto virtuale con le persone e condividere pensieri e contenuti.
Stereodon, dunque, vuole rispondere a questa seconda esigenza, ma cancellando i primi meccanismi.

“È open source – spiega ai nostri microfoni uno degli sviluppatori – quindi le persone possono controllare che nel codice sorgente non ci siano schifezze o cose per truffarci, rispetta la privacy, non vengono utilizzati i dati per fini commerciali, sono bandite le pubblicizzazioni ed è gestito collettivamente attraverso un’assemblea fisica in cui si decide come modificare o sviluppare il social”.
Un altro elemento centrale è quello relativo ai like, che sono stati definiti “vanity metric” che creano dipendenza. Stereodon li ha eliminati, permettendo semplicemente di appuntarsi con una stellina i post ritenuti più interessanti.

A sviluppare la nuova piattaforma sono stati informatici che gravitano attorno ai centri sociali bolognesi, le attiviste e gli attivisti di HacklabBo e del collettivo Bida che già aveva creato Mastodon.
Musicisti, smanettoni che costruiscono strumenti o semplici appassionati di musica possono dunque mettersi in contatto e scambiarsi informazioni, caricare a ascoltare brani musicali.
L’interfaccia grafica del social ricorda quella di Twitter e un’altra delle peculiarità sta nel dare all’utente la scelta di cosa vedere e chi seguire, senza dipendere da un algoritmo che influenza la visibilità. In particolare, su Stereodon si possono vedere i post degli utenti che si seguono, quelli di tutti gli utenti di un determinato server, quindi di una comunità, oppure quelli di tutti i server connessi in rete nel mondo.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD UNO DEGLI SVILUPPATORI:

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