Come per mano accompagnati in una comprensibile difficoltà, navighiamo a vista, sicuri di ritrovarci nelle più raffinate e accoglienti scritture, rilette in modo del tutto moderno e contemporaneo.

Entrare in un giardino, in punta di piedi, dove ogni angolo svela fioriture nuove, a volte soffici, divertenti e anche psicadeliche o misteriose, il tutto accompagnati da tre musicisti, un piano trio.

Una formazione classica, più volte proposta, ma in questo caso con un filo conduttore specifico di originalità. Stefano Battaglia Trio, riesce dare unicità a una reinterpretazione, il soggetto è il musicista Alec Wilder, autore riscoperto, compositore di canzoni, Art song, per Frank Sinatra o Peggy Lee, unire il “popular” con il raffinato e strutturato gusto di un compositore colto, in una recente intervista ai nostri microfoni Stefano Battaglia, afferma che non deve mai mancare il buon gusto, anche nella più ricercata delle composizioni.

Da queste basi, partiamo e al Torrione JazzClub estense si aggiunge quella magia di una serata di “quasi” inverno, e la particolarità di avere un autore (in trio) di uno dei dischi più belli usciti nel 2015, “In the morning – Music of Alec Wilder” l’etichetta, è la ECM di Monaco, sinonimo di elevata qualità, non ci resta che chiudere gli occhi e partire.

Comprensibile difficoltà, approccio impegnato con gusto, da subito la parte cameristica prende il sopravvento, ma lascia aperte diverse porte, che vanno da divagazioni anche pop, o Classiche, l’impronta di modern jazz che mai abbandona un ascolto destinato a orecchie preparate nel senso accademico, ma anche curiose e più scevre davanti a tali scritture. Si smette di “capire” perchè la musica di Stefano Battaglia, ha una grande peculiarità, va vissuta, interpretata, delicatamente ci riempe, è una sirena che senza fronzoli, ti rapisce.

La grande capacità di studiare e rileggere un autore così particolare, farlo scoprire al pubblico, è già di per se motivo di plauso, riproporlo in maniera così intensa e attuale è veramente quel ingrediente in più, per godere di un concerto, stimolante e colto, senza perdere il gusto e l’abbandono ad un estatico piacere, una nota acusticamente “psicadelica” è probabilmente “l’arma segreta” del Trio di un Stefano Battaglia, ispirato e calibrato.

Musicisti affiatati, a occhi chiusi si ritrovano, non esiste front man, anche se sappiamo della ricerca del pianista Stefano Battaglia, che rende l’idea di un “corpo unico” nel trio, non vi sono spettacolarità eccessive, perchè non ve ne è bisogno, tutto il concerto è un percorso sonoro-immaginario, a tratti anche cinematico, che non ha cali di tensione.

La ritmica è composta da Roberto Dani alla batteria, musicista dalle doti percussionistiche istintive e di improvvisazione fantasiosa e mai sopra le righe, perfetto e accattivante, si inserisce e riempe ogni spazio con gusto e soave tempismo, batterista-percussionista dalle caratteristiche uniche, l’interplay fra ritmica e melodia è affidata al timing di Salvatore Maiore, il trio è compatto e rende veramente l’idea di una costruzione unica.

Stefano Battaglia, pianista di gusto e ricerca, mai altezzoso e sempre capace di incuriosire e stimolare l’ascolto è il tramite più sicuro per fare amare la musica anche più complessa, rendendola incantevole.

“In The Morning – Music of Alec Wilder”  ECM, uno dei dischi del 2015.

                               William Piana



Ascolta l’intervista a Stefano Battaglia

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