C’è il sindacalista Aboubakar Soumahoro, tra gli organizzatori dell’iniziativa, e c’è Mediterranea Saving Humans. C’è Riders Union Bologna e ci sono le lavoratrici dei call center Inps. Ci sono gli operai della Whirpool di Napoli e ci sono i braccianti delle campagne del sud.
Sono solo alcuni dei volti e delle sigle che hanno dato la propria adesione agli “Stati Popolari“, la manifestazione che si svolgerà domenica prossima, alle 14.00, in Piazza San Giovanni a Roma.

Stati Popolari: lotte unite per uscire dall’invisibilità

L’iniziativa, già dal nome, rimanda agli “Stati Generali“, svoltisi a metà giugno, dove i vertici della politica e dell’imprenditoria si sono ritrovati a Villa Pamphilj per proporre idee per “far ripartire l’Italia”. È stato all’interno del summit verticistico che, ad esempio, l’ad di Vodafone Vittorio Colao ha presentato il lavoro svolto dalla task force nominata dal governo durante l’emergenza Covid. Un piano che ha sollevato molte critiche per il completo sbilanciamento verso la classe imprenditoriale.

Già dal titolo – “Stati Popolari” – l’iniziativa del prossimo 5 luglio si pone in alternativa e in contrapposizione con l’assise di metà giugno. Se, durante quei giorni, Soumahoro si era incatenato ed aveva cominciato lo sciopero della fame per chiedere al governo di attuare misure sintetizzate in tre punti, ora a scendere in piazza saranno tutti gli “invisibili”, come i braccianti sfruttati nei campi, i migranti a cui non vengono date opportunità di regolarizzare la loro presenza, lavoratrici e lavoratori precari e tutte e tutti coloro che, già prima della crisi scatenata dalla pandemia, vivevano in difficoltà e non erano oggetto di attenzione delle politiche governative.

“La povertà rende invisibile – sottolinea Soumahoro – la disoccupazione rende invisibile, la precarietà rende invisibile, le disuguaglianze rendono invisibili, le discriminazioni rendono invisibili. È arrivato il momento di uscire dalle nostre diverse forme di invisibilità”.
Per il sindacalista, ciò è possibile se gli invisibili sapranno “abbandonare il tatticismo della convenzienza per parteggiare la strada del giusto, spezzare le catene dell’individualismo per abbracciare la libertà della solidarietà, posare il peso dell’io per alzare la leggerezza del noi.

Di qui, dunque, la necessità di unire diverse lotte e vertenze e portarle in piazza a Roma domenica prossima.
Nonostante l’incontro col premier Giuseppe Conte, del resto, le richieste avanzate da Soumahoro sembrano lontane dall’essere accolte. Per quanto riguarda l’abrogazione dei Decreti Sicurezza, ad esempio, la maggioranza è ancora impegnata nella discussione e, nonostante le modifiche promesse nel momento stesso della nascita del governo giallo-rosa, l’accordo interno al governo non sembra esserci, in particolare per ciò che riguarda le multe alle ong che effettuano salvataggi in mare.

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