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La Questura di Bologna ha comunicato che da ieri gli agenti hanno in dotazione lo spray al peperoncino, “classificato come strumento di dissuasione o autodifesa”. Ma il Siulp ora chiede anche il “taser”, la pistola che dà scariche elettriche, in dotazione negli Usa. Intanto anche a Palazzo D’Accursio si discute di aumentare le armi a disposizione dei vigili urbani. Il commento di Valerio Guizzardi di Papillon.

La Questura di Bologna, su disposizione del Ministero degli Interni, ha comunicato che da ieri, 6 febbraio, gli agenti di polizia che pattugliano il territorio sono dotati anche di “un dispositivo contenente un principio attivo a base di `oleoresin capsicum´, meglio conosciuto come spray al peperoncino”. Lo spray, si legge nella nota “è classificato come strumento di dissuasione o autodifesa”.
La notizia fa felici i sindacati di polizia, che da tempo chiedevano maggiori dotazioni, ma qualcuno sembra non accontentarsi. Nell’edizione odierna de Il Resto del Carlino, infatti, viene ospitata la dichiarazione di Amedeo Landino, segretario del Siulp, che afferma come allo spray al peperoncino “sarebbe auspicabile affiancare anche il taser (la pistola che dà scariche elettriche utilizzata negli Usa ndr), utile non solo nella fase di intervento repressivo, ma anche come dissuasore preventivo”.

L’aumento delle armi in dotazione alle forze dell’ordine, in realtà, è un tema in discussione anche a Palazzo D’Accursio, come rivela la testata online Zic.it . In particolare, l’assessore alla Sicurezza Riccardo Malagoli, in commissione, ha aperto la strada ad una maggiore dotazione per gli agenti della Polizia Municipale. “La discussione si trascina da troppo tempo, specialmente per quanto riguarda lo spray al peperoncino – afferma Malagoli – Il Comune di Bologna intende dare alla Polizia municipale degli strumenti di difesa, ma prima di dare agli agenti lo spray al peperoncino, o i giubbotti anti-taglio, o qualsiasi altra cosa, bisogna discutere con loro per capire di cosa hanno realmente bisogno”.

Per Valerio Guizzardi, responsabile regionale dell’associazione Papillon-Rebibbia onlus in difesa dei detenuti, stiamo andando verso un’americanizzazione delle forze di polizia italiane. L’attivista non si dice stupito, ma vede il fatto come una naturale conseguenza delle politiche di destra e securitarie portate avanti a livello nazionale. “Da un lato si crea il disagio economico alle persone – osserva Guizzardi – dall’altro si aumentano gli strumenti per la repressione delle effervescenze sociali che ne conseguono”.
Dopo lo spray al peperoncino, quindi, si potrebbe arrivare al taser o ai proiettili di acciaio rivestiti di gomma, in dotazione alla polizia di Israele, Francia ed altri Paesi.
Sono strumenti di tortura – sottolinea il responsabile di Papillon – Anche se dicono che non sono letali, in realtà uccidono. Il taser uccide, i proiettili di acciaio rivestiti di gomma uccidono”.

Il punto, secondo Guizzardi, è che in Italia non c’è più un’opposizione a questa direzione politica da parte dei movimenti. “Sono troppo divisi e non sanno rispondere a questa deriva, ci dobbiamo aspettare un inasprimento degli scontri di piazza”.
Anche la nostra città, sottolinea l’attivista, è soggetta a queste dinamiche. Non solo per la discussione sullo spray al peperoncino per i vigili urbani, ma anche per la recente vicenda di Xm24, il centro sociale che il Comune vorrebbe sgomberare per fare spazio ad una caserma dei carabinieri.
Su questo versante, nella giornata di ieri, il leader leghista Matteo Salvini ha applaudito la scelta del sindaco dem Virginio Merola.