Martedi ospite a Pandemonium Nicolò dei Cani. L’esplosivo gruppo reduce da due sold out al Covo che ci rivelerà qualcuno dei suoi segreti dal mondo hipster e radical chic romano. Un mini speciale tutto da gustare.

Quanti misteri dietro questo gruppo romano, che non ci vuole proprio svelare se si tratti di una one man band o di un vero e proprio gruppo nell’intervista fatta prima del concerto al Covo.

Ed è proprio una bella chiacchierata quella fatta con Nicolò, la voce della band, che sembra davvero non essere uno stereotipo che approfitta dell’alone di mistero per farsi pubblicità. Anzi, ci dice che è la timidezza che l’ha spinto a questa scelta, la vergogna per un album che non sapeva se sarebbe piaciuto. Invece è piaciuto eccome. Tanto che Il Covo ha dovuto organizzare una serata aggiuntiva, anche questa sold out.

Il segreto del successo dei cani è una stridente capacità di descrivere la realtà che ci circonda senza mezzi termini, filtri o clichè. Così com’è, come la viviamo tutti, tutti i giorni. Il giudizio all’ascoltatore, che ne faccia quello che vuole. Il mondo degli hipster-indie-radical chic dove i fidanzati si lasciano prima di tutto su Facebook è una realtà alla quale I Cani non sono estranei. La osservano e ce la riportano. Punto.

Giovedì 20 e venerdì 21 I Cani hanno quindi presentato per la prima volta a Bologna Il sorprendente album d’esordio dei Cani, pubblicato da 42 Records. Il gruppo ha attraversato il pubblico con i sacchetti di carta in testa per poi salire sul palco. Ma i sacchetti sono volati via poco dopo, mostrando i volti dei 5 ragazzi, che sì, dai, sono un pò hipster e si atteggiano anche un pò.

Un album così denso di parlato avrebbe potuto essere un bel flop dal vivo. Invece i 4 aiutanti di Nicolò se la cavano bene con synth, batteria, tastiera e basso e sanno emozionare e coinvolgere il pubblico. Alle sonorità elettro-punk non è stato lasciato un ruolo da comparsa. Il ritmo è serrato e la musica c’è, fa ballare e c’è chi si scatena, mentre Nicolò srotola i suoi testi efficacemente cinici. E senza dubbio sono le parole di questo album a essere le protagoniste della serata, parole che volano tra le labbra del pubblico che viene blandito e allo stesso tempo preso per il culo dai testi sapientemente taglienti. E poi, visto che sorprendere è la loro parola d’ordine, I Cani decidono di suonare Con un deca degli 883, anche se forse il pubblico è troppo giovane per riconoscerla.

Le canzoni parlano delle vite dei ragazzini che si spintonano sotto il palco del Covo, raccontano una generazione. La forza dell’album è anche la sua stessa controindicazione: sono testi con la data di scadenza in bella vista. Il sorprendente esordio dei cani la è, una sorpresa, chissà se saranno capaci di continuare a sorprenderci.

Articolo precedenteLa domenica di Radio Città Fujiko
Articolo successivoIn piazza Verdi il “botellón dei senza casa”