La Corte costituzionale dichiara legittima la legge del governo Zapatero anche nella parte che consente l’adozione di figli per le coppie omosessuali. Bocciata la linea del ricorso presentato a suo tempo dall’opposizione dell’attuale premier Rajoy.

La Corte costituzionale spagnola ha riconosciuto la legittimità del matrimonio omosessuale, introdotto nell’ordinamento spagnolo nel 2005 dalla legge del governo di Josè Luis Zapatero. Il tribunale supremo ha convalidato anche la possibilità di adozione per le coppie gay.

In pratica la Corte ha approvato la relazione presentata del magistrato progressista Pablo Perez Tremps, che avalla in toto la legge del 1° luglio 2005, che modificava il Codice civile spagnolo. Il verdetto rappresenta una liberazione per migliaia di spagnoli: tra il 2005 e il 2011, infatti, sono stati celebrati 22.442 matrimoni omosessuali, l’1,8% delle unioni contratte in Spagna in questo arco di tempo.

A ricorrere contro la legge era stato sette anni fa il Partito Popolare, attualmente con la maggioranza di governo, allora all’opposizione. Secondo il PP la legge snatura “l’istituzione fondamentale del matrimonio”, così come inteso finora, entrando in contraddizione con l’articolo 32 della Costituzione.

Il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardo, aveva anticipato che il governo non modificherà la normativa vigente, prima della sentenza della Corte.

La legge Zapatero aveva fatto fare allo stato spagnolo uno passo avanti nel contesto dei diritti civili, considerando che in Europa, nel 2005, il matrimonio e l’adozione per le coppie omosessuali era possibile soltanto in Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e in Belgio. 

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