Ad un giorno dall’anniversario della morte di Lorenzo “Orso” Orsetti, caduto in Siria combattendo lo Stato Islamico, il tribunale di Torino ha condannato a due anni di sorveglianza speciale Eddi, combattente italiana con le donne curde contro l’Isis. La sorveglianza speciale è un residuo dei codici fascisti, e si applica a persone che non sono colpevoli di alcun reato ma vengono considerate “socialmente pericolose”.

Sorveglianza speciale: la misura discrezionale

“Dopo giorni di voci contraddittorie dal tribunale sulle tempistiche della decisione sulla sorveglianza speciale agli italiani che hanno combattuto contro l’Isis in Siria, indiscrezioni di stampa rendono noto che questa misura sarebbe applicata per due anni alla sola Maria Edgarda Marcucci, che ha combattuto con le Unità di protezione delle donne curde (Ypj) nel 2018 ad Afrin”. A riportare la notizia sono Jacopo Bindi, Davide Grasso, Fabrizio Maniero, Maria Edgarda Marcucci e Paolo Pachino, attiviste e attivisti originariamente accusate di essere socialmente pericolose.

Sono sempre loro a spiegare che “la sorveglianza speciale è un residuo dei codici fascisti che limita fortemente la libertà personale senza accuse e senza processo: rientro notturno nella propria abitazione, espulsione da Torino e confino in un altro Comune, divieto di incontrare più di due persone e di partecipare a qualunque evento pubblico, revoca del passaporto e della patente. Queste limitazioni non sono richieste perché siamo accusati di aver commesso un reato (che infatti non esiste, come ammesso dalla stessa Procura), ma in base a una previsione sul nostro possibile ‘comportamento futuro’, che si ritiene sarebbe “pericoloso per la società”.

Originalmente, l’accusa era rivolta a cinque tra attiviste e attivisti e si fondava sulla loro scelta di sostenere il popolo curdo. Successivamente la pm Emanuela Pedrotta ha modificato le proprie argomentazioni, limitando l’accusa di “pericolosità sociale” a tre: Jacopo Bindi, Maria Edgarda Marcucci e Paolo Pachino, considerate pericolose per via delle manifestazioni ed attività politiche svolte in Italia.
Il 16 dicembre 2019, la pm ha richiesto l’applicazione della misura di sorveglianza speciale per la durata di 2 anni a Eddi e Jacopo e per 1 anno a Paolo. La decisione del tribunale era attesa per lunedì 16 marzo, e questa mattina era arrivata la notizia secondo cui la sezione misure preventive del tribunale di Torino avrebbe rinviato a data da destinarsi la richiesta di sorveglianza speciale a causa della chiusura dei tribunali e della sospensione di ogni decisione sia in ambito civile che penale dovuta al Covid-19.

Intorno alle 17:15 questa notizia è stata smentita, e Repubblica in un articolo ha annunciato che “il Tribunale di Torino ha depositato il provvedimento per Maria Edgarda Marcucci: Due anni di sorveglianza speciale ma nessun divieto di dimora nella sua città (Torino, ndr)”. Sempre secondo Repubblica, la sorveglianza speciale non verrà invece applicata né a Jacopo né a Paolo.

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