La solidarietà si intreccia e oggi una delegazione di lavoratori Saeco presterà servizio alle Cucine Popolari ideate da Roberto Morgantini. “Speriamo che la prossima volta, a fine pasto, possano servire il caffè preparato dalle loro macchine, prodotte in Italia.”

Il prossimo tavolo di crisi al Ministero si terrà fra 11 giorni, ma nemmeno sotto le feste le lavoratrici e i lavoratori di Saeco, la fabbrica di macchine da caffè a Gaggio Montano, hanno interrotto il presidio permanente e la lotta contro il piano da 243 esuberi annunciato dalla multinazionale Philips.
Tra feste danzanti per tenere alto il morale e scaldarsi nel freddo dell’Appennino e le tante visite ricevute, per i lavoratori in lotta c’è spazio anche per guardare a chi sta peggio.

Oggi, a mezzogiorno, una delegazione delle lavoratrici e dei lavoratori Saeco scenderà in città per visitare e prestare servizio alle Cucine Popolari, la mensa che da cinque mesi, dopo l’idea di Roberto Morgantini, per quattro giorni a settimana offre un pasto caldo alle persone più povere.
All’incontro saranno presenti anche Andrea Mingardi e Gianmarco Basta.
“Un modo diverso – spiega Morgantini – per voltarsi indietro e scoprire che, nonostante tutto, c’è sempre qualcuno meno fortunato di noi, un modo nuovo di unire umanità diverse in nome della Dignità”.

Si intrecciano così due forme di solidarietà, che fanno parte di una rete che si sta rivelando sempre più coesa.
Da quando Philips ha annunciato il piano di esuberi, infatti, in sostegno degli operai in lotta si è mossa l’intera vallata dell’Appennino, ma testimonianze solidali e aiuti concreti sono arrivati anche da altri territori.
“Sarà un giorno dove la solidarietà abbraccerà la speranza – conclude Morgantini – un giorno di bellezza dove si sorriderà al futuro e si pranzerà assieme, auspicando che la prossima volta, gli stessi operai della Saeco a fine pranzo, possano offrire il caffè preparato dalle loro eccellenti e gloriose macchine per l’espresso prodotte in Italia“.