Quando un lavoratore alle dipendenze di un fornitore di servizi in Ikea si ammala o si infortuna non percepisce l’integrazione economica che il datore di lavoro dovrebbe pagare rispetto la quota che coprono Inps o Inail“. Sta tutta qui la spiegazione che porta Usb ad indire per venerdì prossimo, 20 dicembre, la giornata nazionale “Smascheriamo Ikea“. Una giornata che si svolgerà anche nei magazzini di Casalecchio di Reno, nel bolognese.

Ikea e gli appalti

È ancora una volta il sistema della logistica quello a creare problemi. In particolare, nel settore viene fatto ampio uso di appalti a cooperative per la gestione dei magazzini. Ikea, nello specifico, utilizza la forza lavoro erogata dalla cooperativa San Martino, i cui facchini si sono mobilitati più volte nelle ultime settimane.
“In un lavoro così usurante non si può andare a lavorare se non si sta bene – sottolinea ai nostri microfoni Federico Fornasari di Usb Bologna – Invece i lavoratori sono costretti a farlo perché, se restassero a casa in malattia, non percepirebbero il 100% dello stipendio”.

In quanto committente, Ikea avrebbe la responsabilità di far rispettare i diritti dei lavoratori, ma per Usb questo non avviene ed ecco perché si punta il dito direttamente contro la multinazionale svedese.
“Ikea si racconta anche un’azienda ecosostenibile, ma se non si preoccupa della salute dei suoi lavoratori, quello che fa è solo green washing”, continua il sindacalista.
Allo stesso tempo, Usb sottolinea come, “quando compriamo un mobile ad un prezzo buono, dobbiamo sapere che tale convenienza la pagano la sicurezza dei lavoratori che movimentano le merci”.

Proprio per questo motivo, l’iniziativa di venerdì avrà uno scopo prettamente comunicativo. Distribuendo volantini e parlando con le persone che in questi giorni affollano i magazzini per gli acquisti natalizi, i sindacalisti di Usb vogliono informare clienti e lavoratori del problema.
“Magari qualcuno ci penserà un po’ prima di fare acquisti sapendo come Ikea tratta i suoi lavoratori”, conclude Fornasari.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FEDERICO FORNASARI: