I giornali della destra le hanno dato della “ingrata”, ma anche altre testate italiane si sono avventurate in illazioni, ipotesi prive di elementi e pruderie. C’è anche chi è arrivato a paragonare l’Islam al nazismo o, assai più ritrita, l’equiparazione è stata quella col terrorismo.
La conversione di Silvia Romano alla religione musulmana ha scatenato una grande ondata di islamofobia e purtroppo non solo tra gli haters sui social network. Quello che si legge e si dice nelle ultime ore getta in allarme Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia), che sta valutando anche querele.

Islamofobia: un vecchio vizio da crociati

Nel gioire per la liberazione e il ritorno a casa di Silvia, Ucooi sottolinea però anche di non poter “ignorare i vili attacchi da parte di alcuni giornalisti e opinionisti che vogliono minare ogni tipo di diritto e di libera scelta che un individuo può compiere nel rispetto di tutti”. Nonostante, dalle parole stessa della giovane cooperante, la scelta di abbracciare l’Islam sia stata libera, la notizia ha suscitato scandalo e scalpore in persone “che sostengono di difendere i valori della nostra società occidentale basata sulla libertà – continua il comunicato di Ucoii – la stessa che in questo caso non si vuole ammettere per il solo motivo che la Romano sembra aver scelto l’Islam come religione”.

Altri si sono spinti ad accostamenti infamanti, paragonando l’Islam al nazismo e facendo parallelismi inaccettabili. “Stiamo valutando coi nostri avvocati di procedere con delle querele – conferma ai nostri microfoni Yassine Lafram, presidente nazionale di Ucoii – Noi conosciamo bene la nostra fede e sappiamo come sia basata su valori universali. È un’abberrazione anche equiparare l’Islam all’azione di gruppi terroristici che sfruttano la religione perché è un motore che mobilita le masse, ma con i quali non ci riconosciamo e anzi li contrastiamo”.

La preoccupazione è che, come successo in passato, tutto questo odio islamofobo si traduca anche in azioni violente nei confronti delle persone musulmane.
Ucoii chiede quindi a tutti i rappresentanti delle istituzioni, ai politici, ai giornalisti e a tutte le donne e agli uomini giusti e democratici di vigilare e respingere con fermezza ogni tipo di dichiarazione islamofoba.

ASCOLTA L’INTERVISTA A YASSINE LAFRAM: