24 migranti fermati e portati in Questura per l’identificazione. È il risultato del blitz della polizia al centro di accoglienza “Baobab” a Roma, gestito da volontari. L’appello di Medici per i Diritti Umani: “La sicurezza non fagociti l’umanità”.

L’allarme terrorismo che sta spaventando tutta Europa si manifesta anche in Italia. Se Bruxelles da alcuni giorni è una città fantasma, operazioni e blitz di polizia si stanno moltiplicando anche nel Belpaese. In particolare a Roma, dove si avvicina il Giubileo e si intensificano controlli e operazioni anti-terrorismo.

Le forze dell’ordine, alle 6.30 di questa mattina, hanno effettuato un blitz nel centro di accoglienza “Baobab”, in via Cupa a Roma, un’esperienza gestita da volontari dove trovano un riparo i migranti fuggiti da guerre e persecuzioni.
Un centinaio di forze dell’ordine sono arrivate al centro, in assetto antisommossa e con unità cinofile, bloccando la strada con due mezzi blindati. Al termine delle operazioni, 24 migranti sono stati fermati e portati in Questura per essere identificati, dal momento che erano sprovvisti di documenti.

Un’operazione che viene commentata da Medici per i Diritti Umani (Medu), organizzazione che dallo scorso giugno ha una propria unità mobile proprio al Baobab. “Le pur necessarie misure di sicurezza – spiega Alberto Barbieri di Medu ai nostri microfoni – non devono fagocitare i principi di una società civile e democratica e devono comunque accompagnarsi alla tutela dei più vulnerabili: in questo caso di persone che fuggono dittature, violenze e conflitti”.

L’organizzazione chiede anche al commissario Tronca e al Comune di Roma che strategie di accoglienza intendano adottare in vista dell’anno giubilare e dati i venti di sgombero che circolano proprio sul Baobab. I volontari, dopo il blitz di questa mattina, rinnovano la loro preoccupazione e sottolineano che manca una reale alternativa per il ricollocamento dei migranti ospitati.