Sono almeno quattro gli sfratti in programma per giovedì tra via Gandusio e il suo circondario. Per questo, dalle 5,30 del mattino il Comitato Inquilini di Via Gandusio ha lanciato i picchetti di resistenza ai tentativi di accesso agli alloggi. Nel pomeriggio è in programma un corteo nel quartiere San Donato, contro i contratti ‘a parcheggio’ e gli sfratti e per chiedere lo sblocco dei fondi Gescal.

“Cercheranno di mettere in condizioni di andare via da via Gandusio un centinaio di famiglie”. È il bilancio amaro tracciato da Stefano Carli del Comitato Inquilini di Via Gandusio. Case popolari, quelle di via Gandusio, nel quartiere San Donato, che già da tempo vivono tentativi di sfratto e la routine dei contratti ‘a parcheggio’, che assegnano le case popolari per periodi limitati di tempo.  

Ci saranno dieci o undici tentativi di sfratto, giovedì mattina – rivela Carli – Ma si cercherà di far sì che lo sfratto venga rinviato”. Tra le famiglie che rischiano di dover abbandonare la propria casa c’è anche quella di Carli, che già in passato ha subito tentativi di accesso, finora sempre rinviati grazie ai picchetti di resistenza. Picchetti che si attiveranno anche giovedì mattina dalle 5,30, mentre per il pomeriggio è stato lanciato un corteo che attrtaverserà le strade del quartiere. Intanto, già dall’inizio di settembre, il comitato ha aperto uno sportello per inquilini sotto sfratto o in difficoltà.

Tra i tanti temi caldi c’è quello del ruolo di alcune associazioni, soggetti che su mandato Acer gestiscono gran parte delle assegnazioni di alloggi poplari in città. “L’Acer – spiega infatti Carli – Fa 800 assegnazioni l’anno, di cui solo il 20% vengono fatte direttamente dall’Acer, il resto viene fatto dalle associazioni”.

Per le case popolari, è stato detto, i soldi non ci sono. Da qui l’idea, emersa qualche mese fa, di dismettere parte degli immobili e venderli, così da fare cassa e provvedere alla ristrutturazione di quelli che si intende mantenere. I fondi, dicono però dal Comitato Inquilini di Via Gandusio, ci sono. “Non vogliono sbloccare il fondo Gescal – commenta Carli – Abbiamo provato a chiederne lo sblocco a Palazzo d’Accursio per il risanamento, il teleriscaldamento e simili. Il Comune ha detto che quel fondo non esiste. Ma quei fondi ci sono, sono nella Cassa Depositi e Prestiti, e ammontano a circa 430 milioni di euro“.
Nulla di fatto, poi, sull’incontro chiesto da Carli all’assessore Malagoli qualche mese fa. L’incontro, dice Carli, c’è stato, “ma sull’utilizzo degli stabili sfitti non è stata data alcuna risposta”.