È tutto pronto o quasi per l’edizione 2020 di Setup Contemporary Art Fair, che si svolgerà dal 24 al 26 gennaio. Già in autunno l’amministratore unico di SetUp srl, Alice Zannoni, aveva annunciato, con lo stesso dispiacere di chi “scrive e legge un necrologio”, che il 2020 non avrebbe avuto una fiera come nelle passate edizioni, a causa di una crisi finanziaria interna all’azienda.
Nonostante ciò, tutti gli occhi puntati sulla soluzione alternativa che, nel giro delle ultime settimane, Zannoni ha ideato per testimoniare la grande volontà di Setup di essere presente durante il momento più importante per il mercato dell’arte in Italia: “Sono ancora qua. SetUp to be continued”.

SetUp: dove eravamo rimasti

Nel riannodare i fili della storia di SetUp, Zannoni parla di “un trampolino di lancio” in grado di dare nuove opportunità a quegli artisti e quelle gallerie emergenti, che non possono permettersi il costo della partecipazione ad Artefiera. Ricordando il significato che lo stesso nome SetUp evoca, ovvero, nel gergo informatico, “predisporre un sistema ad eseguire un’operazione”, la volontà che nel 2013 mosse lei e gli altri due soci (Simona Gavioli, Marco Aion Mangani) era dar vita alla prima fiera d’arte collaterale in Italia.

Sotto il vento di una cattiva gestione, il motore di SetUp si è però inceppato. Le ultime due edizioni, che vedevano alla guida unica la direttrice artistica Simona Gavioli e l’assenza, per diversità di visioni, della stessa Alice Zannoni, non hanno rispettato la logica aziendale e hanno stravolto la natura del progetto. La fiera era stata infatti allestita a Palazzo Pallavicini, residenza storica di notevole valore artistico per via degli affreschi e delle decorazioni interne, ma il cui costo non era sostenibile per l’azienda e lontano dal contesto giovanile e accessibile rappresentato dalla precedente location, l’Autostazione di Bologna.

La collaborazione con l’autostazione

Per questo SetUp 2020 riparte dalla sede dove ha avuto origine, come affermato da David Pierinelli, presidente di Autostazione Bologna. Sia la conferenza stampa che la mostra artistica hanno preso forma nei nuovi spazi al primo piano, freschi di inaugurazione, che sono solo l’inizio di un grande intervento di ristrutturazione previsto fino al 2023.

L’Autostazione cambierà volto, includendo al suo interno una farmacia, un supermercato, un negozio di abbigliamento, in un quadro di riqualificazione generale che non lascia da parte la cultura. Infatti, ci saranno circa 500 mq liberi per ospitare mostre, eventi, appuntamenti culturali, allo scopo di riaffermare la centralità dell’Autostazione nel panorama bolognese, sia come snodo urbano accessibile e sicuro per gli 8 milioni di cittadini che ogni anno la attraversano, sia nelle vesti di uno spazio attraente e dalle svariate potenzialità per le attività sociali e mondane.

La stessa ristrutturazione si ispira al concetto spaziale del portico, marca una continuità tra interno dell’autostazione e spazio esterno della città, simboleggiando e comunicando il forte impegno nell’accoglienza e nell’ospitalità che l’autostazione ha scelto di assumere.

L’arte come occasione di solidarietà

SetUp si presenta quest’anno come un’exhibition and sale: sarà un progetto espositivo senza sostegno curatoriale, composto da circa trenta artisti e da donazioni private di collezionisti. Gli artisti sono stati chiamati direttamente da Zannoni sulla base di un rapporto amicale e confidenziale, e hanno dimostrato una grande solidarietà e riconoscenza, perché i ricavati delle loro opere serviranno interamente a mantenere SetUp in vita.
L’ingresso della mostra sarà libero, i prezzi delle opere variano tra le trenta e le cinquecento euro. Sarà possibile visitarla dal 24 al 26 gennaio, dalle 11 alle 23.

Sofia Marasca

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