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Dopo l’Usb, anche Cgil, Cisl e Uil sono sul piede di guerra con l’Amministrazione comunale per la privatizzazione di alcuni pezzi dei servizi educativi. A rischio 350 precari. Sciopero il 28 maggio.

Il tavolo tra sindacati e Amministrazione comunale di ieri è andato male. “Il Comune non è arretrato di un millimetro”, osserva Michele Vannini, segretario della Fp-Cgil di Bologna. La strada per lo sciopero di nidi e materne, dunque, è aperta. I lavoratori e le lavoratrici dei servizi educativi incroceranno le braccia il prossimo 28 maggio.

Al centro della querelle c’è sempre la questione della Fondazione, necessaria secondo il Comune per aggirare i vincoli del patto di stabilità. “Abbiamo smontato questa teoria – spiega Vannini – riportando all’assessore Marilena Pillati il contenuto del decreto, che consente ai Comuni di prorogare i contratti in essere”.
La Giunta, però, sembra non voler arretrare e tira dritto per la sua strada. Una strada che porterebbe alla privatizzazione di alcuni pezzi dei servizi educativi, tra cui il tempo prolungato e il sostegno all’handicap.

Resta sul tavolo anche il problema dei precari, che sarebbero complessivamente 500 secondo un calcolo spannometrico. “Il Comune non ci ha fornito nemmeno il dato preciso di quanti siano i lavoratori con contratti a termine”, denuncia il sindacalista.
Del totale, almeno 350 non avrebbero un futuro occupazionale garantito ed è soprattutto per questo che i sindacati confederali hanno proclamato lo sciopero.