Il tesoro derivante dai diritti TV dipende in maniera importante dal piazzamento in classifica della stagione precedente, vediamo come funziona. 

I ricavi derivanti dal piazzamento in Serie A

Quasi un miliardo di euro, per lo più legato ai ricavi dei diritti TV: questo il “tesoro” totale che viene ripartito in Serie A fra le 20 partecipanti. Sulla divisione influiscono vari fattori, fra cui le qualificazioni alle competizioni internazionali, ovvero l’Europa e la Champions League organizzate dalla UEFA, e soprattutto la posizione in classifica dell’anno precedente. Come pochi sanno, in realtà il 50% degli introiti dei diritti TV viene ripartito in maniera uguale a tutte le squadre partecipanti alla Serie A, mentre il restante viene diviso per merito. Appare quasi scontato dire che i club che beneficiano maggiormente di questi preziosi introiti sono le prime cinque classificate del massimo campionato: Juventus, Inter, Lazio, Atalanta e Roma potranno godersi un bell’ingresso di risorse economiche nelle proprie casse per la stagione 2020/2021. Considerando che fra il terzo posto e il sesto c’è una differenza di quasi sei milioni di euro, si può immaginare la portata del guadagno. I parametri che concorrono al totale guadagno di ogni società di calcio di Serie A sono principalmente quattro: piazzamento dell’ultimo anno che incide per un 15% del totale, storia della società che incide per il 5%, piazzamenti negli ultimi dieci anni che incide per il 10% e poi c’è il parametro del bacino di utenza che incide ovviamente per la percentuale più alta, il 20. La Juventus, per esempio, squadra che anche l’anno prossimo per addetti ai lavori e scommesse sulla Serie A di bet365 è vista come la favorita per la vittoria dello scudetto, può portare a casa oltre 80 milioni di euro. Questi soldi sono frutto dei tanti Scudetti vinti negli anni precedenti, un bacino d’utenza internazionale e il piazzamento dell’anno scorso, mentre il Parma ne porta a casa “solo” 45, poco più invece per il Bologna.

2021-2022 nuova asta per i diritti TV: la proposta di De Laurentiis 

Come riporta Il Messaggero, il prossimo campionato sarà l’ultimo con l’assetto deciso nel 2018 e valido fino al 2021 relativo alla gestione e suddivisione dei diritti TV in Serie A. L’idea di De Laurentiis, chiamato anche “piano De Laurentiis”, si basa sull’ampliare quanto più possibile il pubblico, per rendere la Serie A molto più ricca di ora. La proposta del presidente del Napoli e del Bari è quella di “autoprodurre” le partite di Serie A: la Lega dovrebbe prendersi la completa gestione della diffusione delle gare, ma non solo: il piano prevede anche interviste e approfondimenti; queste produzioni verrebbero poi vendute dalla Serie A ad altre piattaforme. De Laurentiis da grande uomo di affari e di cinema avrebbe anche già deciso il prezzo del pacchetto da rivendere che sarebbe di poco sotto i 30 euro. Il concetto è ovviamente quello di rendersi quanto più indipendenti possibili rispetto alle reti private, in particolare DAZN e Sky che al momento detengono praticamente il monopolio per le trasmissioni di calcio in Italia, proponendo anche i campionati stranieri. 

Il numero sarebbe alto e le squadre di Serie A si arricchirebbero talmente tanto da poter colmare il gap con altri campionati al momento molto più ricchi come la Premier League: si parla di quasi tre miliardi di euro e il vantaggio ci sarebbe anche dal lato dei tifosi, che potrebbero comporre i propri abbonamenti secondo le proprie esigenze.