Le autorità lo stanno dicendo in tutte le salse: per contenere il contagio da coronavirus bisogna stare a casa. Solo in questo modo si può tutelare la propria e altrui salute ed evitare di mandare il sistema sanitario al collasso. Chi una casa non ce l’ha, però, si trova esposto e rischia grosso. E viene addirittura denunciato dalle forze dell’ordine. Per questi motivi Avvocato di Strada, l’associazione di giuristi che difende gratuitamente i clochard, ha lanciato un appello a Comuni, Regioni e Governo.

Senzatetto: l’appello “Vorrei restare a casa”

“Bisogna occuparsi, e in fretta, di chi non ha un tetto sulla testa ed è costretto a vagare per le città. Diciamo da più di vent’anni che chi vive in strada ha bisogno di una casa e di una residenza per potersi curare ma oggi, ai tempi del coronavirus, queste necessità assumono una drammatica urgenza”, si legge nell’appello “Vorrei restare a casa, ma se una casa non ce l’ho?” di Avvocato di Strada.

Dalle statistiche Istat sono circa 50mila le persone senza fissa dimora in Italia. Soggetti esposti al Covid-19 anche per il fatto che la vita di strada ha fatto maturare in molti di loro patologie croniche che, come sappiamo, aggravano il quadro clinico in caso di contrazione del virus.
Nonostante ciò, molti Comuni rifiutano l’iscrizione anagrafica dei senzatetto, dalla quale discendono anche altri diritti, tra cui quello di poter avere un medico di base.

A questa situazione, sottolinea ai nostri microfoni il presidente di Avvocato di Strada, Antonio Mumolo, “si aggiunge un paradosso: stanno iniziando a fioccare i verbali redatti ai senza tetto per violazione dell’art 650 del codice penale“. È già successo a Milano, Modena, Verona, Siena e in tante altre città. “Impugneremo i provvedimenti – promette l’associazione di giuristi – ma intanto continuiamo a porre la nostra domanda. Come fanno a restare a casa le persone che una casa non ce l’hanno?”.

Le richieste alle autorità

Di qui l’appello avanza richieste ben precise alle autorità, a tutti i livelli. Al Governo e alle Regioni si chiede di far cessare immediatamente l’irrogazione di sanzioni alle persone senza dimora per il solo fatto di trovarsi “fuori casa” senza motivo, di stanziare somme per consentire ai Comuni di fornire un tetto alle persone senza dimora, utilizzando palestre, capannoni o altri edifici pubblici o privati e di garantire il diritto alla salute di queste persone consentendo loro l’accesso immediato alle cure ovvero assegnando loro un medico di base pur in assenza di residenza.

Ai Comuni, invece, si chiede di prolungare l’apertura delle strutture utilizzate per ricoverare d’inverno le persone senza dimora e di velocizzare le procedure per iscrivere queste persone nelle liste anagrafiche in modo da poterle anche monitorare dal punto di vista sanitario.

Nelle strutture che accolgono i senzatetto, inoltre, si manifestano i problemi che pochi giorni fa Coordinamento Migranti denunciava per i centri di accoglienza per richiedenti asilo: la distanza di sicurezza di un metro non viene garantita. “Capiamo la situazione difficile – continua Mumolo – ma occorre fare uno sforzo organizzativo”.

L’appello di Avvocato di Strada è consultabile sul sito dell’associazione, ma anche sulla piattaforma Avaaz dove è possibile firmarlo.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANTONIO MUMOLO: