Il 17 Novembre 2017 veniva inaugurato in via de Buttieri 9/A, a Bologna, il Centro Senza Violenza. Promosso dall’Associazione Senza Violenza, in collaborazione con la Casa delle donne per non subire violenza, il Comune di Bologna (Ufficio Pari Opportunità e differenze di genere), Asp Città di Bologna e con il sostegno di Asc InSieme, è un centro di ascolto e aiuto per uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità e vogliono smettere.

Senza Violenza ha posto gli uomini al centro, dando loro la possibilità di intraprendere una nuova strada, ponendo così le premesse per la fondazione di luoghi diretti a promuovere itinerari di cambiamento con l’obiettivo di porre fine all’uso della violenza, in particolare nel contesto domestico: luoghi che riconoscono e promuovono la necessità di mettere al primo posto la sicurezza delle donne e dei loro figli.

Uomini maltrattanti, un bilancio del centro “Senza Violenza”

Il Protocollo di collaborazione, che tre anni fa permise di inaugurare il Centro, si rinnova con una novità importante: in un periodo di incertezza sociale determinata dalla crisi sanitaria, infatti, il rinnovo prevede una durata triennale, garantendo così la continuazione delle attività del Centro sino al 2022 e rappresentando la possibilità concreta di potenziarne il radicamento delle attività nel territorio bolognese.

Il Centro è aperto 3 pomeriggi la settimana dal lunedì al mercoledì dalle 14:30 alle 20:30 (dalle 13:30 è attiva una linea telefonica). Tuttavia, nella primavera scorsa, a causa dell’emergenza sanitaria, i colloqui sono continuati via Skype; sono ripresi in presenza (su appuntamento) a partire dal mese di luglio. Ciò nonostante, “le richieste di aiuto rivolte al nostro centro nel periodo del lockdown non sono diminuite: nel primo trimestre del 2020 abbiamo registrato anzi un aumento delle domande”, conferma Giuditta Creazzo, copresidente dell’associazione Senza Violenza.

Dal 17 novembre 2017 al 15 novembre 2020, si sono rivolte al Centro Senza Violenza per chiedere aiuto, più di 130 persone: uomini autori di violenza (50,4%); professionisti (avvocati 13,5%, psicologi e psichiatri 1,5% ); assistenti sociali ed educatori (11,3%); le partner (9,8%), familiari (9%) e amici o conoscenti (2,3%).

Nel 2020 c’è stato un incremento delle richieste di aiuto: rispetto agli anni precedenti, per esempio, aumenta la percentuale degli avvocati che si rivolgono al Centro, che tocca nel 2020 il 18% contro il 9,3% e il 12,5% rispettivamente del 2019 e del 2018/17. Un aumento che pare ricollegarsi soprattutto all’approvazione della legge 69/2019, che vincola l’ottenimento della sospensione condizionale della pena, nei casi di violenza di genere, alla partecipazione ad un percorso presso un Centro per maltrattanti.
Tuttavia, la modalità prevalente di accesso al Centro rimane la richiesta spontanea di aiuto, libera da pressioni o obblighi istituzionali, che caratterizza il 60,2% degli accessi.

Non tutte le richieste di aiuto danno, però, avvio ad un percorso: a volte si esauriscono in una richiesta di informazioni. Nell’arco dei tre anni di attività del Centro, gli uomini oggi in percorso sono 24; 12 sono in lista d’attesa per mancanza di disponibilità di orario da parte degli operatori; 3 stanno facendo dei colloqui di valutazione per iniziare un percorso e 6 hanno concluso il percorso e sono in fase di monitoraggio; infine, circa un terzo, il 33% ha interrotto in percorso.
In linea generale, gli uomini che si rivolgono al Centro hanno commesso violenze nei confronti di partner o ex partner (più spesso mogli o conviventi, più raramente, invece, nei confronti di familiari, amici o estranei). Le violenze di cui sono autori sono quasi sempre violenze psicologiche (95,3%) e/o fisiche (75,4%); più raramente sono violenze materiali (contro mobili o oggetti) economiche o sessuali.

Infine, un breve profilo socio anagrafico degli uomini che si sono, direttamente o indirettamente, rivolti al Centro: sono prevalentemente uomini giovani, l’età media è di 37 anni (nel 28,7% dei casi hanno meno di 30 anni), nel 46,1% dei casi sono coniugati e il 60,3% h figli/e. Circa un terzo è laureato o con un titolo di studio superiore (30,4%); in larga maggioranza sono, comunque, occupati in forma stabile (77,1%). La percentuale di coloro che hanno problemi di alcolismo o disagio psichico è inferiore al 10%: si tratta, quindi, di uomini per lo più integrati a livello sociale, che raramente si presentano con problematiche legate alla dipendenza da sostanze o al disagio psichico.

Questa sera, dalle 20.30 alle 22 in diretta sulla pagina Facebook Associazione Senza Violenza, “per festeggiare il nostro anniversario, abbiamo un evento a cui parteciperà, oltre a noi dell’associazione Senza Violenza, il presidente dell’Ordine degli Psicologi e una referente della commissione Pari Opportunità dell’ordine stesso”, afferma Giuditta Creazzo, invitando a partecipare e sottolineandone l’importanza “perché l’approccio di genere e la violenza non sono questioni che a tutt’oggi facciano parte del percorso formativo di queste professionalità così importanti, quindi momenti come questo servono per aprire a possibili collaborazioni future”.

Rosarianna Romano

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