Il Senza FIltro, lo spazio di via Stalingrado, chiude i battenti per problemi di permessi, ma Werther Albertazzi, dell’associazione Planimetrie Culturali, promette che il progetto continuerà.

“Non siamo a norma con permessi, che però non esistono”. Questa la serena ammissione di Werther Albertazzi, dell’associazione Planimetrie Culturali, che teneva le sue attività negli spazi del Senza Filtro.

I permessi, però, come ci conferma lo stesso Albertazzi, non esistono perchè Senza Filtro era uno spazio talmente peculiare, da essere difficilmente inquadrabile nella rigida normativa dei permessi. “Il progetto si adatta allo spazio, ma non sempre lo spazio si adatta al progetto” spiega.

“Chiudere non è stata un’imposizione. Sono già state aperte le pratiche per aprire l’osteria e il bar” -continua Albertazzi- Siamo in un momento di stand-by: lo spazio attualmente è un coworking.”

“Senza Filtro è un progetto pilota, una dimostrazione di quello che i cittadini messi in rete possono riuscire a fare” considera Werther Albertazzi. Il riferimento non è soltanto alla produzione culturale, ma soprattutto alla ricaduta sociale della custodia degli spazi degradati.

Le realtà di Senza Filtro rilanciano subito “con una proposta di legge per affrontare un progetto nuovo con delle basi di regolamenti ai quali possiamo sottostare. L’amministrazione comunale si è impegnata a portare il progetto in Regione.”

Il luogo designato per far vivere la nuova realtà sarà la Caserma ex-Staveco, “per arrivare -conclude Albertazzi- al nostro obiettivo: lavorare veramente con il Comune.”

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