Il Comitato Articolo 33 invia una diffida al sindaco per spronarlo ad indire tempestivamente (come dice il regolamento) il referendum sul finanziamento alle materne private. Nei giorni scorsi pressioni anche attraverso un mailbombing. Intanto arriva il parere favorevole all’accorpamento da Morrone e Virgilio.

Il Natale del sindaco non deve essere stato tanto tranquillo. Di sicuro non lo è stato per il Comitato Articolo 33, promotore del referendum sui finanziamenti alla materne private. Gli attivisti, infatti, sia la vigilia che il giorno di Natale, hanno dato vita ad un mailbombing, una forma di pressione che prevede l’invio in massa di e-mail. Bersaglio dell’iniziativa proprio il primo cittadino che, nonostante i regolamenti impongano di indire tempestivamente il referendum una volta ottenuto il vaglio della Segreteria Generale, non ha ancora provveduto a fissare la data per la consultazione.
I refendari, inoltre, chiedono che si voti contestualmente alle elezioni politiche del prossimo 24 e 25 febbraio, in modo da favorire la partecipazione e dimezzare i costi.

Ma le preoccupazioni di Virginio Merola non sono finite qui. Il sindaco, proprio per la sua reticenza, è infatti stato fatto oggetto di un atto di formale diffida e messa in mora dai referendari stessi, che lo invitano caldamente a rispettare i regolamenti e ad indire il referendum entro il 7 gennaio.
Un atto forte, che potrebbe alzare i toni dello scontro istituzionale, ma che dimostra la determinazione di Articolo 33 e dei 13mila cittadini che hanno firmato il quesito per potersi esprimere sul milione di euro che Palazzo D’Accursio versa ogni anno alle materne private.

Un ultimo tassello a favore dei referendari è quello fornito dagli esperti di legge. Il comitato ha infatti chiesto un parere tecnico giuridico al costituzionalista Andrea Morrone e all’avvocato Maria Virgilio, i quali hanno redatto un documento in cui si sostiene che non ci sarebbe alcun impedimento all’accorpamento di elezioni politiche nazionali e referendum.

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