“Sperimentale”, “strana”, “triste”, “di attesa”. Sono questi alcuni degli aggettivi con cui viene descritto il primo giorno di scuola dell’era Covid ai nostri microfoni. A fare il quadro sono due insegnanti di altrettante scuole del bolognese e del modenese. Da un lato Diletta, insegnante di sostegno in un istituto professionale nella provincia di Bologna. Dall’altro Enrico, che insegna alle scuole medie in provincia di Modena.

Scuola, il racconto del primo giorno

Un primo aspetto che distingue i racconti dei due insegnanti rispetto al primo giorno di scuola riguarda gli accessi. A Bologna e provincia, negli istituti superiori oggi sono entrati solo le prime classi.
“Quello che di solito è un giorno di presentazione e socializzazione coi nuovi studenti – racconta Diletta – si è trasformato nella lettura dei regolamenti e delle disposizioni anti-Covid”. Nessun vociare che contraddistingue l’entusiasmo del primo giorno, ma un clima cristallizzato, silenzioso e fermo.

Alle medie nel modenese, invece, sono entrate tutte le classi e gli ingressi sono stati scaglionati sia nel tempo, a distanza di qualche minuto tra classi, sia nello spazio, usufruendo di diversi accessi che la scuola presenta.
“Abbiamo dovuto intervenire per cambiare alcuni automatismi”, racconta Enrico, facendo riferimento al distanziamento che ragazzini e ragazzine delle medie non sempre mantenevano.

Per entrambi gli insegnanti, però, il grosso dei problemi è rappresentato dal personale. A Modena mancano le supplenze per gli insegnanti di sostegno, a Bologna mancano docenti e personale Ata.
Le nomine ed assegnazioni stanno avvenendo in questi giorni e chi già è operativo nelle scuole si augura che l’arrivo sia il più veloce possibile, perché le questioni da gestire riguardano sia le norme sanitarie che la didattica.

Su quest’ultimo punto Diletta racconta le difficoltà del suo lavoro. L’insegnante di sostegno è una figura che lavora a stretto contatto con gli alunni che segue e, anche se è stata dotata di tutti i dispositivi di protezione per accorciare le distanze (come la visiera), favorire l’inclusione di quel tipo di alunni richiederà molta creatività ed energie.

In generale, dunque, in questo primo giorno di scuola, almeno nei nostri territori, non si è potuta avere una fotografia completa di come procederà l’istruzione a pieno regime. E il vero punto critico si manifesterà se e quando si presenteranno i primi casi di positività.
“Servirà l’intelligenza, la sensibilità e la creatività di tutti”, sottolinea Diletta.

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