La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina cerca di tranquillizzare e invita a non fare allarmismi, ma la preoccupazione di chi lavora nel mondo della scuola e dei sindacati è palpabile: se non cambieranno molte cose, il rischio è che la tanto attesa riapertura delle scuole a settembre non avvenga o avvenga in modo foriero di tensioni sociali.
A dirlo in modo esplicito ai nostri microfoni è Monica Ottaviani, segretaria della Flc Cgil dell’Emilia Romagna che insieme ai colleghi di Cisl, Uil, Snals e Gilda ha lanciato l’allarme per gli istituti scolastici in regione.

Scuola Emilia Romagna: un enorme problema di organico

I sindacati stimano che lungo la via Emilia manchino all’appello almeno 17mila insegnanti e 4500 ausiliari e tecnici amministrativi. In altre parole, più di 20mila persone che dovrebbero garantire la riapertura delle scuole in sicurezza a partire da settembre.
“E questo è solo il personale necessario stando ai numeri dell’anno scolastico passato – sottolinea Ottaviani – mentre abbiamo stimato che per rispettare i protocolli anti-Covid serva personale aggiuntivo pari al 10-15%“.

Ciò avviene in un contesto in cui nella nostra regione le graduatorie sono praticamente esaurite e l’unico spiraglio al momento sembra fare un massiccio ricorso alle supplenze. “Ma queste non sono una soluzione, perché non offrono una continuità, che in questo momento è ancor più necessaria”, sottolinea l’esponente Cgil.
I sindacati in questi mesi hanno condotto una battaglia per l’assunzione e la stabilizzazione del personale scolastico, mentre il governo sembra orientato a puntare sui laureandi, sprovvisti di titoli specifici.

Oltre a quello del personale, gli altri nodi irrisolti, secondo la sindacalista, rimangono quelli degli spazi, necessari ad evitare il sovraffollamento, e dei trasporti pubblici per garantire un ingresso scaglionato a scuola.
“Noi pensiamo che tutto questo non ci sia allo stato dei fatti e le linee guida emanate dal Ministero sono state una grande delusione”, sottolinea Ottaviani.

Eppure, è necessario che la scuola a settembre riapra, anche per consentire alle famiglie di sgravarsi della responsabilità e del carico nella gestione dei figli. Se ciò non avverrà, secondo la segretaria dell’Flc Cgil è facile prevedere tensioni sociali.

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