Questa mattina a Santa Lucia a Napoli, davanti alla sede della Regione Campania, famiglie, scolari e sindacati hanno dato vita ad una protesta contro la clamorosa ordinanza del presidente della Regione Vincenzo De Luca che chiude le scuole a causa dell’emergenza Covid.
I manifestanti sottolineano che una scelta di questo tipo penalizzerà i più piccoli, che vedono compromesso il diritto allo studio, ma anche molte famiglie, che non possono economicamente permettersi di restare nuovamente a casa per accudire i figli.

Scuola Campania, l’ordinanza di De Luca

Sono i 1.127 casi di positività al Covid in 24 ore ad aver persuaso il governatore De Luca ad emanare l’ordinanza di chiusura dalle scuole da oggi, 16 ottobre, fino al 30. La Campania è una delle regioni più colpite da questa seconda ondata della pandemia e il sistema sanitario sta faticando a reggere il colpo.
La decisione di De Luca ha provocato le ire della ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, ma anche le critiche del premier Giuseppe Conte, il quale ieri sera ha affermato che “chiudere le scuole non è un bel segnale”, ma si è riservato di valutare se impugnare o meno la decisione della Regione Campania.

Chi rigetta l’ordinanza sono le famiglie, gli studenti e i docenti della Campania, che questa mattina hanno dato vita ad un presio proprio davanti alla sede della Regione. Ad appoggiarli c’era anche l’Unione Sindacale di Base.
“Noi sosteniamo la protesta delle famiglie, dei docenti e dei bambini – afferma ai nostri microfoni Ines Caiazzo di Usb Campania – Questo è un provvedimento che mette solo una pezza ad un problema lontano nel tempo, dal momento che nella nostra regione ci sono stati tagli enormi nei settori del trasporto pubblico e della sanità”.

La sindacalista sottolinea che non è la scuola il luogo del contagio, ma sono i trasporti pubblici che sono sempre sovraffollati, dal momento che spesso saltano le corse, circolano veicoli vecchissimi e sporchi.
“Quello di De Luca è un provvedimento di emergenza – insiste Caiazzo – L’emergenza si poteva capire otto mesi fa. Invece si è scelto di sacrificare il diritto allo studio, ma si sacrifica anche la possibilità di sopravvivenza per tante famiglie in una regione come la Campania dove il lavoro nero, quello sottopagato e quello precario non garantiscono assolutamente la possibilità di far fronte ad una situazione del genere”.

L’Usb lancia l’allarme per tante famiglie che rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada e segnala che ci sono interi quartieri dove le famiglie non hanno connessione internet o dotazione tecnologica tale per seguire la didattica a distanza, dal momento che non possono permetterselo economicamente.
La richiesta, quindi, è quella di revocare l’ordinanza e di investire finalmente sul trasporto pubblico e sulla sanità.

ASCOLTA L’INTERVISTA A INES CAIAZZO: