Dietro le sanzioni disciplinari comminate da Tper, l’azienda di trasporto pubblico regionale, a due delegati sindacali di Usb ci sarebbe una sorta di ritorsione dell’azienda per il ruolo dei sindacalisti nel segnalare all’Anac, l’autorità anticorruzione, le presunte irregolarità nella gara per il servizio delle biglietterie.
Ne è convinto il sindacato di base che, nel commentare la vicenda che ha coinvolto due suoi dirigenti, ha annunciato una campagna di solidarietà con tanto di raccolta firme e scioperi.

Appalti, Usb: “Abbiamo toccato un nervo scoperto”

La vicenda riguarda l’utilizzo dei permessi sindacali. Tper ha ingaggiato una società esterna e fatto pedinare i due delegati Usb, fino a comminare loro sanzioni disciplinari.
Sanzioni che vengono contestate dal sindacato di base. “Le attività sindacali si svolgono la sera, la notte, la mattina presto ed è il sindacato a stabilire la reperibilità dei delegati – afferma ai nostri microfoni Luigi Marinelli di Usb – L’azienda, come se non conoscesse i contratti e le norme, pretende di decidere da che ora a che ora si svolge l’attività sindacale”.

Per la difesa dei propri delegati, Usb sta organizzando un pacchetto di scioperi, ma ha intenzione anche di lanciare una campagna di solidarietà in cui, anche sul web, si raccoglieranno le firme in favore dei due delgati e si cercheranno di interessare i rappresentanti istituzionali affinché producano interrogazioni e interpellanze sulla vicenda.
Il nodo centrale, però, è che secondo Usb le sanzioni ai danni dei delegati è una sorta di ritorsione per il loro impegno a scoprire e denunciare le presunte irregolarità sugli appalti.

In particolare, il sindacato ha presentato un esposto all’Autorità anticorruzione, Anac, in merito alla gara per l’assegnazione del servizio delle biglietterie. Per il sindacato di base la gara è stata aggiudicata da una società su cui vigeva un conflitto di interessi.
“Il responsabile unico del procedimento di aggiudicazione della gara delle biglietterie – spiega Fabio Perretta di Usb – è in conflitto di interesse in quanto membro di un complesso sistema di scatole cinesi che controllano la Holacheck, che poi è stata l’aggiudicataria dell’appalto. A noi risulta che anche la società che è stata esclusa dall’appalto abbia impugnato l’aggiudicazione, ma poi si è fermata al primo grado di giudizio”.

ASCOLTA LE INTERVISTE A LUIGI MARINELLI E FABIO PERRETTA: