Sans Soucis, nome d’arte di Giulia Grispino, è nata a Modena e svolge la sua attività a Londra. Cantautrice e compositrice attiva nel settore musicale dal 2016 anche se inizia a produrre indipendentemente la sua musica dal 2017.

Sans Soucis: musica, identità e cultura

Il suo primo singolo They Asked Me To Stay è una pubblica dichiarazione identitaria e culturale; l’unione passionale tra l’R&B e il jazz svelano le sue origini italiane e congolesi. They Asked Me To Stay riceve ottimi riscontri sia dal pubblico che dalla critica spingendo così la cantante a pensare a The Lover, il suo album d’esordio.

The Lover esce grazie al finanziamento della fondazione PRS e con il contributo del Women Make Music Fund che sostiene le nuove promesse musicali femminili sul territorio inglese. Formatasi sotto un’eterogenea moltitudine di influenze, da Lianne LaHavas a Lauryn Hill, la musica di Sans Soucis è un mix internazionale di più generi musicali che l’artista ha unito per creare un sound innovativo e variegato.

Nonostante i toni siano pacati e tranquilli, “sans soucis” in francese viene ad essere tradotto con il termine “spensierato”, le critiche nei confronti della situazione che ci circonda non sono del tutto assenti. Il secondo estratto dell’album The Lover, Amami, se da un lato rinnova il senso di appartenenza al suo paese natale, dall’altro mette in luce una serie di problematiche che affliggono l’Italia.
La cantante sottolinea che il brano è uscito “in un momento storico che vede molti italiani alienati dall’attuale spettro sociale, ritrovandosi costretti ad abbandonare il proprio paese alla ricerca di nuove opportunità, accettazione e libertà d’espressione.”

Anche i brani Visible e Mercy, come racconta ai nostri microfoni l’artista, riprendono le istanze di Amami scagliandosi però contro l’effimera presenza umana, l’ipocrisia e la solitudine causata dall’indifferenza. L’atteggiamento “spensierato” della cantante afro-europea sembra quindi interessare la forma del suono, tendente al pop e al jazz, ma non il contenuto, visto il sobrio impegno insito nei testi.

Bologna accoglierà il turbine folk-soul di Sans Soucis sabato 8 febbraio allo Sghetto Club.

Gabriele Vattimo

ASCOLTA L’INTERVISTA A SANS SOUCIS: