Soprattutto l’ego, spesso intimo, quasi sempre banale e senza tracce di poesia. Il Festival di Sanremo non è ancora iniziato, ma dall’analisi dei testi delle 24 canzoni in gara emerge la tendenza della musica pop italiana oggi. E, in una qualche misura, le parole dei brani che si alterneranno sul palco dell’Ariston sono una fotografia del Paese, del suo linguaggio, dell’approccio alla vita dei suoi cittadini.

Sanremo: la nuova edizione del festival

Preceduto da mille polemiche, la più rumorosa delle quali ha riguardato le esternazioni sessiste del conduttore Amadeus, il Festival di Sanremo comincerà il prossimo 4 febbraio.
Come accade ormai da anni, anche in questa edizione buona parte degli artisti in gara è mutuato dai i talent televisivi, quello di Mediaset su tutti. A far parte di “Amici di Maria De Filippi” sono stati infatti diversi concorrenti: Enrico Nigiotti, Giordana Angi, Riki, Elodie, Alberto Urso. Nemmeno mancano volti che per la prima volta compariranno sul grande schermo: i Pinguini Tattici Nucleari, Junior Cally (già travolto da polemiche) e Bugo, per la prima volta sul palco di Sanremo in un duetto con Morgan. Elettra Lamborghini l’abbiamo vista in veste di giudice a The Voice nella scorsa edizione del programma, ma questo sarà il suo vero e proprio debutto sul palco del teatro Ariston.

Per quanto riguarda il programma delle serate, il primo giorno si esibiranno i primi 10 “big” in gara e 4 nuove proposte, la seconda serata si svolgerà esattamente come la prima, altri 10 “big” e altre 4 nuove proposte. Il 6 febbraio è in programma la serata in cui verranno interpretate canzoni di edizioni precedenti del festival. I pezzi e le collaborazioni degli artisti per questa serata sono già stati annunciati. Durante la quarta puntata, il 7 febbraio, verrà decretato il vincitore delle nuove proposte.

Sanremo: abbiamo analizzato i testi delle canzoni

Per un giudizio complessivo occorre aspettare di ascoltare anche la musica, ma Radio Città Fujiko si è presa la briga di leggere e analizzare i testi delle canzoni in gara. E di tracciare una tendenza sui temi, i linguaggi utilizzati e il significato delle canzoni.
La prima constatazione riguarda la dimensione personale della scrittura, la prospettiva che viene adottata. A prevalere nelle canzoni, infatti, è senza dubbio la prima persona singolare, “io”. Un racconto “egocentrico” a cui, al massimo, si affianca per opposizione il “tu” o, in qualche caso, il “voi”. Quando appare la seconda persona, singolare o plurale che sia, spesso il messaggio riguarda una incomprensione del proprio stato d’animo: io sono così, tu non mi capisci, tu non sai quanto soffro, voi mi ostacolate e via di questo passo.

Se la musica di Sanremo fosse rappresentativa della musica italiana contemporanea, si potrebbe dire che è quasi completamente sparito il racconto collettivo o in terza persona (lui, lei, loro), ma sono scomparse anche, quasi del tutto, l’immedesimazione dei cantanti in altro da sè e il racconto di fenomeni sociali. Quel che resta è una narrazione un po’ intima, spesso molto confusa, di quello che si è, per come ciascuno crede di essere, rivendicato contro qualunque esterno provi a dare un feedback differente.

La scrittura stessa, del resto, non risulta complessivamente molto edificante. Che i brani di Sanremo siano confezionati a tavolino per l’occasione del festival e non siano frutto di un processo creativo è cosa abbastanza risaputa. Ciò non toglie che si possa sfruttare l’occasione per dire o raccontare qualcosa. Molte delle canzoni in gara, invece, non dicono niente. Finita la lettura del testo il dubbio su quello che si è appena letto e sul suo significato non sparisce, anzi. E non è certo per l’ermetismo dei contenuti, ma perché in molti casi le parole alla rinfusa sembrano piazzate lì solamente per riempire il tempo di una battuta, per non lasciare vuoto il verso.
Quando hanno un senso logico, la scelta sull’utilizzo dei termini risulta abbastanza ritrita e spesso banalotta. Le immagini poetiche ed evocative, quelle che ti lasciano in una dimensione estatica, sono pressoché assenti.

I testi delle canzoni di Sanremo, in fin dei conti, sono una rappresentazione abbastanza fedele del presente, lo specchio dell’Italia di oggi. Un Paese contraddistinto dal battibecco identitario e individualista, spesso agito sui social network, che ha completamente smarrito una dimensione collettiva o anche solo poetica, ma si muove nella cruda e sterile realtà personale.

Sanremo: la diretta alternativa

Anche quest’anno Radio Città Fujiko sceglie di non ignorare completamente il festival, ma di raccontarlo con il proprio piglio dissacrante durante la serata conclusiva di sabato 8 febbraio.
A guidare la diretta saranno Massimo Vitali e Lucrezia Barzaghi, in compagnia di tanti ospiti che si alterneranno nel corso della serata. Contribuiranno per via telefonica Benedetta Cucci del Resto del Carlino, Umberto Damiani della IRMA records e Giovanni Versari produttore di Afterhours e Capossela che, fra le risate e i commenti disincantati, saranno in grado di offrire una lettura alternativa del festival.