Dopo le polemiche che hanno accompagnato la figura di Junior Cally ancor prima dell’inizio del festival, finalmente abbiamo qualcosa di concreto di cui parlare. L’artista è stato infatti l’ultimo ad esibirsi nella seconda serata di Sanremo, mercoledì 5 febbraio, andando a collocarsi nell’ultimissimo posto della classifica provvisoria. Sarà forse l’enigmaticità del personaggio a non convincere il grande pubblico o piuttosto la canzone presentata al festival?

Sanremo 2020: Junior Cally, un personaggio enigmatico

Aveva già suscitato grandi dubbi quando si presentò con la maschera ai “Soliti Ignoti” nella puntata speciale dedicata a Sanremo. Junior Cally torna a far parlare di sé, questa volta per quanto riguarda la sfilata sul Red Carpet. Durante questo evento inaugurale il rapper romano sfila con una mascherina che copre naso e bocca, “minimal” rispetto a quella antigas che indossava in precedenti apparizioni. Davanti ai fotografi il cantante si ferma e si scopre il volto, mostrando il tatuaggio sulla nuca in cui si legge in carattere stampatello NO GRAZIE.

Sanremo 2020: Junior Cally con “No grazie”

La canzone di Junior Cally “No grazie” si presenta ad un primo ascolto orecchiabile. Il ritornello e specialmente il chorus è facilmente memorizzabile: dopo quattro barre ripete più volte le parole “no grazie”. Le strofe vanno a dipingere tutta una serie di circostanze e situazioni nelle quali il cantante non si ritrova. Ad una più attenta osservazione pare che dietro al testo trasgressivo ci sia un significato più profondo. “No Grazie” è una canzone antirazzista e antipopulista, la più politicizzata di Sanremo 2020.
Nel testo non mancano riferimenti alla scena politica contemporanea.
Vengono ad esempio citati, anche se mai nominati direttamente, Matteo Salvini e Matteo Renzi:
“Spero si capisca che odio il razzista / Che pensa al Paese ma è meglio il mojito”
“E pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito”.

Silvia Spadafora