L’emergenza sanitaria in atto sembra aver persuaso tante e tanti sull’importanza del sistema sanitario nazionale. Molti sottolineano come, a differenza ad esempio degli Stati Uniti, avere una sanità universale e gratuita rappresenti una forma di sicurezza di fronte a situazione come questa, ma al contempo sottolineano anche i tagli che purtroppo sono stati operati negli anni.
Il Forum per il Diritto alla Salute in questi giorni ha lanciato un appello per il ritiro della proposta di regionalismo differenziato della Regione Emilia Romagna, con particolare riferimento alla sanità, e il potenziamento strutturale del servizio sanitario nazionale (non solo per l’emergenza Covid-19).

Sanità: l’appello del forum

Nato nel 2017 e composto da cittadini e soggetti della società civile, politica e sindacale con lo scopo di rilanciare il servizio sanitario nazionale, il Forum per il Diritto alla Salute ha spesso criticato l’autonomia differenziata proposta anche dall’Emilia Romagna di Stefano Bonaccini.
Ora più che mai, vista la situazione di sofferenza che sta vivendo la sanità italiana a causa dell’emergenza Covid-19, appare chiaro come questo settore debba essere guidato dal principio di solidarietà, non da differenze su base regionale.
“Con l’autonomia differenziata la sanità regionale corre il rischio di cadere in una dimensione balcanica”, sottolinea spiega ai nostri microfoni Gianluigi Trianni del Forum per il Diritto alla Salute.

Nello specifico, il Forum chiede a Bonaccini, alla sua giunta ed alla maggioranza di ritirare la proposta di regionalismo differenziato con particolare riferimento alla sanità, avanzata dalla precedente Assemblea regionale, ritornare alla dizione “Rapporti Stato Regioni” della delega che il presidente Bonaccini si è assegnato e abbandonare la dizione “Autonomia Regionale” e rinunciare alla istituzione di fondi integrativi regionali ed agli appalti e l’esternalizzazione dei servizi sanitari, non sanitari di supporto e socio-sanitari.

Le richieste al governo

Allo stesso modo, il Forum si rivolge anche al governo e al parlamento, chiedendo di respingere la proposta di autonomia differenziata delle Regioni, aprire un processo non secessionista che consenta di potenziare un servizio sanitario nazionale pubblico universalistico in tutte le regioni, incrementare il Fondo Sanitario Nazionale di almeno 40 miliardi nei prossimi 4 anni e di assegnare i finanziamenti alle Regioni e in base alla rilevazione dei reali bisogni dei cittadini e non su stime derivanti da spese storicamente, abbandonare ed invertire il processo di privatizzazione in atto, a cominciare dalla eliminazione delle agevolazioni fiscali per la spesa sanitaria privata.

Non solo: si chiede anche di eliminare il numero chiuso a Medicina e Chirurgia ed a tutti i corsi di laurea delle professioni sanitarie, finanziare con 20 miliardi nei prossimi 4 anni la ricerca e la attività di docenza, realizzare una industria pubblica del farmaco per liberarsi delle speculazioni e dei ricatti del settore privato in mano alla speculazione finanziaria, adottare il “modello Patto per la Salute” per tutte le materie a legislazione concorrente previste dall’art. 117 della Costituzione e non regionalizzare la funzione legislativa per le materie, come l’istruzione, di competenza esclusiva al Parlamento.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIANLUIGI TRIANNI: