Dopo l’1,2 miliardi stanziati nella prima fase della pandemia, la sanità torna ad essere finanziata con la manovra economica licenziata dal Consiglio dei ministri. Lo sottolinea anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che nella conferenza stampa di ieri ha sostenuto che questo governo fin dall’inizio ha detto stop ai tagli alla sanità.
Le risorse stanziate e le misure previste saranno però sufficienti a riparare a due decenni di tagli e svilimento della sanità pubblica? Lo abbiamo chiesto a Gianluigi Trianni, portavoce del Forum per il Diritto alla Salute.

Sanità, le risorse previste nella manovra

Sono complessivamente 4 i miliardi previsti per la sanità nella nuova manovra economica. In particolare 1 miliardo andrà ad incrementare il fondo sanitario nazionale, mentre 1,4 miliardi verranno spesi per confermare le assunzioni del personale già attuate nel 2020 nel periodo emergenziale. Le altre risorse per arrivare al totale serviranno per acquistare vaccini e incrementare le indennità dei medici che scelgono di esercitare solamente nelle strutture pubbliche e degli infermieri.

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“Quattro miliardi sono certamente un incremento evidente del fondo sanitario nazionale – commenta ai nostri microfoni Trianni – ma certamente sono meno di quanto sarebbe auspicabile”.
In particolare, per il portavoce del Forum per il Diritto alla Salute, questa manovra sembra una toppa per la sopravvivenza del servizio sanitario stesso, che segue a 15 anni di tagli al settore.
“Il tema non è solo legato all’entità delle risorse investite – continua Trianni – ma anche alla capacità alla capacità, ai disegni e ai fini per i quali vengono spese. E su questo punto ci sono degli elementi dolenti”.

In particolare, l’Italia sta ancora recuperando i livelli di personale ridotti negli ultimi anni per effetto delle politiche di austerity. Nel frattempo i bisogni assistenziali legati non solamente alla pandemia sono aumentati. “Noi dovremmo puntare non solo a recuperare i deficit di personale accumulati – osserva Trianni – ma a sviluppare i servizi”.
Su questo punto serve una programmazione e una progettazione che né il governo centrale né le regioni sembrano avere. L’esempio che il portavoce del Forum fa ai nostri microfoni è quello della sanità territoriale, che non ha avuto uno sviluppo adeguato in alcuna regione, anche se in alcune le cose vanno meglio che in altre.

In assenza di progettazione, però, il rischio è che le risorse aggiuntive che si destinano alla sanità scivolino verso il settore privato.
Ai piani di governo e regioni sulla sanità, ad esempio, mancano un investimento serio sulla ricerca pubblica e il rilancio di un’industria pubblica del farmaco che ci metta al riparo dai ricatti di multinazionali come Big Pharma. Due richieste che il Forum per il Diritto alla Salute avanza da tempo. “Un’industria pubblica del farmaco serve ad evitare che si resti ricattati da Big Pharma – sottolinea Trianni – come succederà certamente relativamente ai vaccini e come è già successo in passato su altre vicende, come quella dei farmaci per l’epatite c”.

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